Guardo l'inquietudine negli occhi d'una giovane trent'enne, resa cinica da un modello familiare problematico e condizionante e disillusa da tante promesse d'amore, sfumate al primo venticello d'autunno.
Sembra voglia rivalersi di questo mondo, che non la comprende, la sfrutta e poi la butta via.
Ma non è proprio così, non tutto è bianco o nero, quelle sfumature, che lei tralascia, sono l'essenza del dolce attimo goduto,
senza andar oltre, già proiettati ad un possibile finale.
La negatività del mondo è realtà, ma perché guardare sempre e solo possibili secondi fini, intrighi e sotterfugi, quando si può ammirare la limpidezza d'una sorgente, colori caldi d'un tramonto, una rosa rossa, offerta per trasporto e non per inganno...?
Guardare il passato negli occhi del suo lui è rivalersi su chi non centra nulla e non dare a lui la possibilità di dimostrarle, a modo suo, quell'amore, che noi abbiamo visto nei suoi occhi, un pò tristi, quando lei gli rinfacciava che tanti le avevano detto di volere un figlio da lei.
Ogni dolce parola smorzata dalle paure di lei danno dolore a chi le dice col cuore e, alla lunga, potrebbero allontanarlo del tutto.
Respingere non è farsi amare!
E poi certo che il mondo è nero, lei fa di tutto perché lo sia, anche quando basterebbe un sorriso e venirsi incontro,
accogliendo l'altro per quello che è e non per i bastardi che gli altri sono stati con lei.
Lei risponde: "L'erba del vicino sembra sempre più buona..." -
"Ok sbaglieremo noi!" Ma...
Vorrei tanto aiutarla, con l'umile esperienza personale, non perché io sia un esempio da seguire, e non per mostrare la mia vita migliore della sua, come lei pensa, ma perché a volte basterebbe tanto poco per venirsi incontro, vorrei vederla felice e posso solo esserle amica con il mio ascolto, il mio parere e consiglio ed accettare, poi, anche, il suo dolore autoinflitto, seppure non comprendendolo, offrendole il mio affetto incondizionato, ma prima combatto per lei, perché possa non soffrire.
Spesso però vengo fraintesa ed allora mi metto in un angolo ed aspetto il suo ritorno.
Ti voglio bene incondizionatamente!
mercoledì 7 gennaio 2009
martedì 6 gennaio 2009
La befana per noi
La pre-befana a Gubbio al crepuscolo:uno spettacolo di colori rossastri fusi allo scintillio dell'albero,
romanticamente unico!
Serata in casa con il maritino che fremeva come un bimbo e la befana è dovuta arrivare alle 22:00, invece della canonica mezzanotte.
Quest'anno è solo una calzetta, che ci siamo divisi con tanto amore ed era piena di dolcetti per lui, una stecca di sigarette, un mini Thun riccetto, un paio di babbucce simpatiche per me e cioccolata fodente al cherry e cili, che abbiamo iniziato con una buona birra.
Avevo gli occhi lucidi dall'emozione...
Oggi è la befana: non nevica se no starei già fuori a far pupazzi, ma ho messo due pupazzetti di neve alle finestre del bagno e della nostra camera da letto e sul divano le due calzette vuote abbracciate.
Sono sciocchezze, ma per noi son dei piccoli gesti, per sorprender l'un l'altro con dolcezza, cosine che ci riscaldano con amore.
LA BEFANA
La Befana è una vecchia brutta e gobba, con il naso adunco e il mento aguzzo, vestita di stracci e coperta di fuliggine, perchè entra nelle case attraverso la cappa del camino.
Infatti la notte tra il 5 e il 6 gennaio, mentre tutti dormono infila doni e dolcetti nelle calze dei bambini appese al caminetto.
Ai bambini buoni lascia caramelle e dolcetti, a quelli cattivi lascia pezzi di carbone.
La Befana si festeggia nel giorno dell'Epifania, che di solito chiude le vacanze natalizie.
Il termine "Befana" deriva dal greco "Epifania" che significa "apparizione, manifestazione".
Avvenne nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio che i Re Magi fecero visita a Gesù per offrirgli oro, incenso e mirra.
Anche la Befana apparve nei cieli, a cavallo della sua scopa, ad elargire doni o carbone, a seconda che i bambini siano stati buoni o cattivi.
Una leggenda spiega la coincidenza così:
una sera di un inverno freddissimo, bussarono alla porticina della casa della Befana tre personaggi elegantemente vestiti: erano i Re Magi che, da molto lontano, si erano messi in cammino per rendere omaggio al bambino Gesù.
Le chiesero dov'era la strada per Betlemme e la vecchietta indicò loro il cammino ma, nonostante le loro insistenze lei non si unì a loro perché aveva troppe faccende da sbrigare.
Dopo che i Re Magi se ne furono andati sentì che aveva sbagliato a rifiutare il loro invito e decise di raggiungerli.
Uscì a cercarli ma non riusciva a trovarli.
Così bussò ad ogni porta lasciando un dono ad ogni bambino nella speranza che uno di loro fosse Gesù.
Così, da allora ha continuato per millenni, nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio a cavallo della sua scopa...
Richiesta a furor di popolo, dopo qualche anno di ingiusto esilio, la ricorrenza della Befana ritorna il 6 gennaio a mettere fine al ciclo dei dodici giorni successivi al Natale.
Nella più pura tradizione popolare Italiana la befana, scende nelle case attraverso le cappe dei camini, che simbolicamente raffigurano un punto di comunicazione tra la terra e il cielo e distribuisce due tipi di doni:quelli buoni che sono il presagio di buone novità della stagione che verrà e il carbone, che, invece, è il residuo del passato.
"La Befana ha portato un po' di carbone perché siete stati un po' cattivi, però, ha portato anche i dolci perché dovete essere buoni": erano queste le frasi che accompagnavano la mattina l'apertura delle calze dove, immancabilmente tra dolci, e fichi secchi, trovavano posto, oltre al carbone, anche cipolle, castagne, patate, mele, noci, noccioli e altri prodotti della terra.
Nella Befana si possono trovare, dunque, i presagi delle buone novità della primavera, la stagione da tutti attesa. Essi sono simboleggiati dai doni infilati nella calza di lana (un indumento, non scelto a caso, e, peraltro, fondamentale, nelle campagne, per affrontare il cammino e il lavoro dell'anno nuovo)
Oltre che in Italia troviamo il culto della Befana in varie parti del mondo: dalla Persia alla Normandia, dalla Russia all'Africa del Nord.
In tale culto, molti, rintracciano il mito della Dea genitrice primordiale, signora della vita e della morte, della rigenerazione della Natura.
Per altri, nella sua figura, la Befana riassume l'immagine della Dea antenata custode del focolare, luogo sacro della casa. E non è un caso se si serve, proprio dei camini, per introdurre l' allegria nelle case, svolazzando con la sua fantastica scopa. (carabefana.it)
Infatti la notte tra il 5 e il 6 gennaio, mentre tutti dormono infila doni e dolcetti nelle calze dei bambini appese al caminetto.
Ai bambini buoni lascia caramelle e dolcetti, a quelli cattivi lascia pezzi di carbone.
La Befana si festeggia nel giorno dell'Epifania, che di solito chiude le vacanze natalizie.
Il termine "Befana" deriva dal greco "Epifania" che significa "apparizione, manifestazione".
Avvenne nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio che i Re Magi fecero visita a Gesù per offrirgli oro, incenso e mirra.
Anche la Befana apparve nei cieli, a cavallo della sua scopa, ad elargire doni o carbone, a seconda che i bambini siano stati buoni o cattivi.
Una leggenda spiega la coincidenza così:
una sera di un inverno freddissimo, bussarono alla porticina della casa della Befana tre personaggi elegantemente vestiti: erano i Re Magi che, da molto lontano, si erano messi in cammino per rendere omaggio al bambino Gesù.
Le chiesero dov'era la strada per Betlemme e la vecchietta indicò loro il cammino ma, nonostante le loro insistenze lei non si unì a loro perché aveva troppe faccende da sbrigare.
Dopo che i Re Magi se ne furono andati sentì che aveva sbagliato a rifiutare il loro invito e decise di raggiungerli.
Uscì a cercarli ma non riusciva a trovarli.
Così bussò ad ogni porta lasciando un dono ad ogni bambino nella speranza che uno di loro fosse Gesù.
Così, da allora ha continuato per millenni, nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio a cavallo della sua scopa...
Richiesta a furor di popolo, dopo qualche anno di ingiusto esilio, la ricorrenza della Befana ritorna il 6 gennaio a mettere fine al ciclo dei dodici giorni successivi al Natale.
Nella più pura tradizione popolare Italiana la befana, scende nelle case attraverso le cappe dei camini, che simbolicamente raffigurano un punto di comunicazione tra la terra e il cielo e distribuisce due tipi di doni:quelli buoni che sono il presagio di buone novità della stagione che verrà e il carbone, che, invece, è il residuo del passato.
"La Befana ha portato un po' di carbone perché siete stati un po' cattivi, però, ha portato anche i dolci perché dovete essere buoni": erano queste le frasi che accompagnavano la mattina l'apertura delle calze dove, immancabilmente tra dolci, e fichi secchi, trovavano posto, oltre al carbone, anche cipolle, castagne, patate, mele, noci, noccioli e altri prodotti della terra.
Nella Befana si possono trovare, dunque, i presagi delle buone novità della primavera, la stagione da tutti attesa. Essi sono simboleggiati dai doni infilati nella calza di lana (un indumento, non scelto a caso, e, peraltro, fondamentale, nelle campagne, per affrontare il cammino e il lavoro dell'anno nuovo)
Oltre che in Italia troviamo il culto della Befana in varie parti del mondo: dalla Persia alla Normandia, dalla Russia all'Africa del Nord.
In tale culto, molti, rintracciano il mito della Dea genitrice primordiale, signora della vita e della morte, della rigenerazione della Natura.
Per altri, nella sua figura, la Befana riassume l'immagine della Dea antenata custode del focolare, luogo sacro della casa. E non è un caso se si serve, proprio dei camini, per introdurre l' allegria nelle case, svolazzando con la sua fantastica scopa. (carabefana.it)
lunedì 5 gennaio 2009
Prima fotografavo, Ora scrivo con la luce...GRAZIE AMORE!
Prima fotografare per me era semplicemente catturare un espressione buffa o dolce di qualcuno a me caro e volerla riguardare, aprendo lo scrigno dei miei ricordi o fermare un paesaggio, un tramonto o un qualsiasi elemento per rimirarlo e ricordar luoghi, persone, oggetti del tempo che fu, per riassaporarne malinconicamente l'emozione...
Ora la macchinetta fotografica è uno strumento miracoloso, che mi permette di dialogare con gli altri, con un linguaggio diverso, fatto di icnografie, plasticismi, simboli di luce e colore, contrasti e viraggi, che enfatizzano il mio messaggio, spesso racchiuso in un elemento piccolo, semplice, ma profondo ed emotivamente empio di significati.
Le foto della memoria restano, ma iniziano ad assumere forme di realizzazione diverse, ora vado a cercare di catturare l'ambient oltre all'espressione, l'atmosfera, il dettaglio per esprimere l'emozione che in me ha suscitato quell'attimo e provo a dialogare attraverso quel lampo di luce, che si imprime nei miei occhi, nella mia visione ed inquadratura per riportare quel punctum emotivo che colpisce il mio animo.
venerdì 2 gennaio 2009
Pensando a mio marito
Una sera di, ormai, sette anni fa ho conversato, per la prima volta, con un ragazzo, d'animo dolce, sensibile, creativo... un artista! Ma... mai avrei pensato che dopo tre anni undici mesi e dieci giorni l'avrei sposato.
E' una persona che stimo molto, (non perché mio marito o perché lo amo, anzi se mai lo amo e l'ho voluto come marito anche per la stima che provo per lui) ma per l'entusiasmo che mette nell'approcciare al suo lavoro, ora che ha trovato una sua identità professionale, anche se ha ancora da percorrere tante strade, le mille sfumature dello scrivere, interpretare, insegnare e commentare il "linguaggio della luce"e lui ci riesce con tale semplicità e profondità come nessun altro, con vocazione e dedizione.
Imparo ogni giorno da lui e più apprendo più lo stimo e lo seguo nel suo estro e nei suoi progetti.
E' una persona che stimo molto, (non perché mio marito o perché lo amo, anzi se mai lo amo e l'ho voluto come marito anche per la stima che provo per lui) ma per l'entusiasmo che mette nell'approcciare al suo lavoro, ora che ha trovato una sua identità professionale, anche se ha ancora da percorrere tante strade, le mille sfumature dello scrivere, interpretare, insegnare e commentare il "linguaggio della luce"e lui ci riesce con tale semplicità e profondità come nessun altro, con vocazione e dedizione.
Imparo ogni giorno da lui e più apprendo più lo stimo e lo seguo nel suo estro e nei suoi progetti.
giovedì 1 gennaio 2009
mercoledì 31 dicembre 2008
LA MIA FAMIGLIA NEL NUOVO ANNO
A volte essere famiglia non è facile: due singolarità, che si incontrano, convivono, condividono, sacrificano un pò di sé per l'altro, ma non è sacrificio, è dono dal cuore ed insieme affrontano questo cammino tortuoso,ma unico:la vita.
Le parole spesso trafiggono più di lame, in questo nuovo anno voglio imparare a tacere di più, ad ascoltare di più e preservare sempre il nostro amore, sincero e disinteressato e la nostra famiglia nell'amore.
Grazie per essere la migliore famiglia che potessi mai sognare e desiderare.
Ti amo infinitamente marito mio!
Le parole spesso trafiggono più di lame, in questo nuovo anno voglio imparare a tacere di più, ad ascoltare di più e preservare sempre il nostro amore, sincero e disinteressato e la nostra famiglia nell'amore.
Grazie per essere la migliore famiglia che potessi mai sognare e desiderare.
Ti amo infinitamente marito mio!
sabato 27 dicembre 2008
GIORNI DI FESTA
Natale nell'immaginario collettivo è innevato, caminetti accesi, pasta fatta in casa, lunghi cenoni e odor di brace nell'aere che inebria tutto...
luci del presepe e dell'albero con tanti pacchettini sotto...
Ma Natale è anche quell'augurio sincero a chi si vuol bene e quello diplomatico a chi a malapena si conosce, ma tutto sembra più sereno in questi giorni di festa, anche quel malinconico nervosismo che aleggiava ha lasciato il posto al brilluccichio di luci.
luci del presepe e dell'albero con tanti pacchettini sotto...
Ma Natale è anche quell'augurio sincero a chi si vuol bene e quello diplomatico a chi a malapena si conosce, ma tutto sembra più sereno in questi giorni di festa, anche quel malinconico nervosismo che aleggiava ha lasciato il posto al brilluccichio di luci.
Anche questa è amicizia
Assurdo sentirsi col morale a pezzi, senza fiato e senza via d'uscita e confidarsi, cercando solo una parola di sollievo, ma ritrovarsi a sostenere chi doveva confortare...
Però anche questo dà giovamento, non per il detto:
"Mal comune mezzo gaudio",
ma perché alla fine sfogarsi aiuta, ma confortare ci fa sentire utili, anche in momenti che crediamo non poter essere importanti per nessuno e carcasse alla deriva, invece abbiamo fatto la differenza per qualcuno.
Non ci risolve i nostri problemi, ma placa un po' il nostro animo.
Però anche questo dà giovamento, non per il detto:
"Mal comune mezzo gaudio",
ma perché alla fine sfogarsi aiuta, ma confortare ci fa sentire utili, anche in momenti che crediamo non poter essere importanti per nessuno e carcasse alla deriva, invece abbiamo fatto la differenza per qualcuno.
Non ci risolve i nostri problemi, ma placa un po' il nostro animo.
mercoledì 24 dicembre 2008
BUON NATALE A TUTTI!!!!
We wish you a merry Christmas
We wish you a merry Christmas
We wish you a merry Christmas
And a happy New Year.
Glad tidings we bring
To you and your kin;
Glad tidings for Christmas
And a happy New Year!
We want some figgy pudding
We want some figgy pudding
We want some figgy pudding
Please bring it right here!
Glad tidings we bring
To you and your kin;
Glad tidings for Christmas
And a happy New Year!
We won't go until we get some
We won't go until we get some
We won't go until we get some
So bring it out here!
Glad tidings we bring
To you and your kin;
Glad tidings for Christmas
And a happy New Year!
We wish you a Merry Christmas
We wish you a Merry Christmas
We wish you a Merry Christmas
And a happy New Year.
Glad tidings we bring
To you and your kin;
Glad tidings for Christmas
And a happy New Year!
We wish you a merry Christmas
We wish you a merry Christmas
And a happy New Year.
Glad tidings we bring
To you and your kin;
Glad tidings for Christmas
And a happy New Year!
We want some figgy pudding
We want some figgy pudding
We want some figgy pudding
Please bring it right here!
Glad tidings we bring
To you and your kin;
Glad tidings for Christmas
And a happy New Year!
We won't go until we get some
We won't go until we get some
We won't go until we get some
So bring it out here!
Glad tidings we bring
To you and your kin;
Glad tidings for Christmas
And a happy New Year!
We wish you a Merry Christmas
We wish you a Merry Christmas
We wish you a Merry Christmas
And a happy New Year.
Glad tidings we bring
To you and your kin;
Glad tidings for Christmas
And a happy New Year!
Amore e felicità
“Bimbo mi chiedi cos'é l'amore?
Cresci e lo saprai.
Bimbo mi chiedi cos'é la felicità?
Rimani bimbo e lo saprai. “ (Anonimo)
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