La superiorità è dell'umile, la superbia dell'ignorante e la suscettibilità di chi sa d'esser in torto.
L'umano non è perfetto ma c'è chi sa ammettere ed accettare il propro essere fallibile,
desidera imparare e migliorare e chi si sente superiore a tutto e tutti e vive di sola arroganza e di errori propri da imputare agli altri, scuse per lavarsi la conscenza e per non mettersi mai in discussione,
pensando, così, che potrebbe cadergli la maschera, ben costruita in anni e di perdere,
anche, l'amor proprio e credibilità con se stesso e con gli altri.
Che stolto!
Non capisce che invece mettersi in discussione lo aiuterebbe a migliorare e sarebbe migliore anche la visione da parte del prossimo.
sabato 11 settembre 2010
Lacrime e sensibilità
"Non lasciare mai che le lacrime attraversino il tuo viso,
perchè la gente è cattiva e,
sulle rovine delle tue sconfitte,
coscruisce i muri delle sue vittorie."
Purtroppo è verissimo, anche se potrei aggiungere, solo, che, per fortuna, non tutta la gente è cattiva, ma molta gente.
Ma il nostro punto di forza è proprio la nostra vera sensibilità, che la gente cattiva pensa di avere, ma è tutta apparenza...
perchè la gente è cattiva e,
sulle rovine delle tue sconfitte,
coscruisce i muri delle sue vittorie."
Purtroppo è verissimo, anche se potrei aggiungere, solo, che, per fortuna, non tutta la gente è cattiva, ma molta gente.
Ma il nostro punto di forza è proprio la nostra vera sensibilità, che la gente cattiva pensa di avere, ma è tutta apparenza...
venerdì 10 settembre 2010
L'uomo fragile non lo dice
Diffidate dell'uomo che si definisce fragile,
spesso è una scusa per impietosire e una giustificazione per acquietare la propria coscienza
o peggio una maschera per rimorchiare, farsi consolare e acquisire la tua fiducia
e poi... cercare di approfittarsene..
spesso è una scusa per impietosire e una giustificazione per acquietare la propria coscienza
o peggio una maschera per rimorchiare, farsi consolare e acquisire la tua fiducia
e poi... cercare di approfittarsene..
Amarezza e Vera amicizia
Nella vita si impara sempre e spesso ci si sveglia da bei sogni, guardando in faccia la realtà, che non è sempre come noi ce la disegnamo. E ci son sfumature che, a volte, proprio non ci accorgiamo ci siano, per l'entusiasmo e la spontaneità, che noi mettiamo, senza malizia, senza secondi fini, ma gli altri?
Non sempre ragionano come noi o hanno la nostra sensibilità.
Dubbi ed errori si continuano ad avere e fare, perchè servono, ma, a volte, vorremmo non sapere. Poi, scoprendo, mettiamo una corazza più spessa, ma non lenisce il nostro dolore nè l'amarezza.
Il virtuale può farmi vedere un bell'involucro fittizio di persone, che nei mesi dialogano, si confidano, danno un'immagine di loro e quasi li sentiamo familiari, tanto da chiamarli anche "fratellino"o"sorellina", ma poi cosa sappiamo realmente di loro?
Io ho sempre vissuto con entusiasmo, schiettezza e sincerità il virtuale, come la vita reale, e forse il mio modo di scrivere, a volte, può esser travisato, ma accorgendomene o se fatto notare a cena insieme ad amici veri, reali e consolidati, faccio subito notare alla persona che ha imboccato una strada sbagliata e metto, come si suol dire, "i puntini sulle i".
A quanto pare, questo, a volte non basta!!!
Un detto dice che il bello è negli occhi di chi guarda, ma è altrettanto vero che spesso chi guarda non sa e non conosce profondamente chi ha di fronte. E per quanto conosci una persona è sempre una singolarità unica e particolare.
Anche la persona più sincera e più schietta, a volte, viene fraintesa, o mal giudicata o non capita o può deludere agli occhi del prossimo e ciò porta allontanamento, dolore non solo in chi guarda ma anche in chi vien "guardato".
Non c'è miglior sordo di chi non vuol sentire, miglior cieco di chii non vuol guardare...
a volte il nostro sesto senso ci avvisa, ma non vogliamo ascoltarlo, sperando che si sbagli e volendo interpretare bonariamente atteggiamenti e battute, interpetrandoli a metro nostro, ma son tutti campanelli d'allarme e puntualmente quelle avvisaglie si mostrano poi veritiere.
Questo non è pregiudizio, ma salvaguardia personale, perché una possibilità la si da a chiunque, ma con riserva, e seguendo questo istinto, altrimenti si incorre in solenni e dolorose delusioni e fregature.
Dalle delusioni si impara a veder più chiaro e, anche, a capire meglio chi realmente ti è amico e chi no e si chiariscono anche tante incomprensioni caratteriali. Sembra una banalità dire la qualità è più importante della quantità e spesso si vorrebbe entrambi, ma che senso ha quantità senza qualità?
L'amicizia non è un passatempo, non è neanche solo consolazione in momenti di tristezza, ma è saper di poter contare l'uno sull'altro, è sentirsi liberi completamente d'essere se stessi perché consapevoli d'esser accettati e non giudicati o fraintesi dall'altro. E' prender le tue difese se derisa, ma è anche mettersi da parte quando il caos ti confonde, consigliandoti, ma lasciandoti sbagliare e poi raccogliendoti da terra, senza farti pesare che eri stata avvertita.
Purtroppo non sempre veniamo ripagati dello stesso rispetto che diamo e questo porta dolore e diffidenza.
E le cicatrici portano a esser ancor più selettivi e a corazzarsi, anche se non c'è una corazza contro il dolore, se non poi il cinismo, che non vorrei mai nella mia personalità.
Ecco che potrebbe esser un grande ausilio l'istinto e la cautela iniziale e gradatamente valutare chi si ha di fronte, senza bruciar le tappe, pur di avere un amico, che poi invece si rivela un falso.
Altro ausilio è l'ascolto anche di un vero grande amico, che può vedere sfumature che tu non vedi, perchè influenzato/a da tanti altri fattori.
Non sempre ragionano come noi o hanno la nostra sensibilità.
Dubbi ed errori si continuano ad avere e fare, perchè servono, ma, a volte, vorremmo non sapere. Poi, scoprendo, mettiamo una corazza più spessa, ma non lenisce il nostro dolore nè l'amarezza.
Il virtuale può farmi vedere un bell'involucro fittizio di persone, che nei mesi dialogano, si confidano, danno un'immagine di loro e quasi li sentiamo familiari, tanto da chiamarli anche "fratellino"o"sorellina", ma poi cosa sappiamo realmente di loro?
Io ho sempre vissuto con entusiasmo, schiettezza e sincerità il virtuale, come la vita reale, e forse il mio modo di scrivere, a volte, può esser travisato, ma accorgendomene o se fatto notare a cena insieme ad amici veri, reali e consolidati, faccio subito notare alla persona che ha imboccato una strada sbagliata e metto, come si suol dire, "i puntini sulle i".
A quanto pare, questo, a volte non basta!!!
Un detto dice che il bello è negli occhi di chi guarda, ma è altrettanto vero che spesso chi guarda non sa e non conosce profondamente chi ha di fronte. E per quanto conosci una persona è sempre una singolarità unica e particolare.
Anche la persona più sincera e più schietta, a volte, viene fraintesa, o mal giudicata o non capita o può deludere agli occhi del prossimo e ciò porta allontanamento, dolore non solo in chi guarda ma anche in chi vien "guardato".
Non c'è miglior sordo di chi non vuol sentire, miglior cieco di chii non vuol guardare...
a volte il nostro sesto senso ci avvisa, ma non vogliamo ascoltarlo, sperando che si sbagli e volendo interpretare bonariamente atteggiamenti e battute, interpetrandoli a metro nostro, ma son tutti campanelli d'allarme e puntualmente quelle avvisaglie si mostrano poi veritiere.
Questo non è pregiudizio, ma salvaguardia personale, perché una possibilità la si da a chiunque, ma con riserva, e seguendo questo istinto, altrimenti si incorre in solenni e dolorose delusioni e fregature.
Dalle delusioni si impara a veder più chiaro e, anche, a capire meglio chi realmente ti è amico e chi no e si chiariscono anche tante incomprensioni caratteriali. Sembra una banalità dire la qualità è più importante della quantità e spesso si vorrebbe entrambi, ma che senso ha quantità senza qualità?
L'amicizia non è un passatempo, non è neanche solo consolazione in momenti di tristezza, ma è saper di poter contare l'uno sull'altro, è sentirsi liberi completamente d'essere se stessi perché consapevoli d'esser accettati e non giudicati o fraintesi dall'altro. E' prender le tue difese se derisa, ma è anche mettersi da parte quando il caos ti confonde, consigliandoti, ma lasciandoti sbagliare e poi raccogliendoti da terra, senza farti pesare che eri stata avvertita.
Purtroppo non sempre veniamo ripagati dello stesso rispetto che diamo e questo porta dolore e diffidenza.
E le cicatrici portano a esser ancor più selettivi e a corazzarsi, anche se non c'è una corazza contro il dolore, se non poi il cinismo, che non vorrei mai nella mia personalità.
Ecco che potrebbe esser un grande ausilio l'istinto e la cautela iniziale e gradatamente valutare chi si ha di fronte, senza bruciar le tappe, pur di avere un amico, che poi invece si rivela un falso.
Altro ausilio è l'ascolto anche di un vero grande amico, che può vedere sfumature che tu non vedi, perchè influenzato/a da tanti altri fattori.
mercoledì 25 agosto 2010
FRASI E...
Quante frasi, quante belle parole si leggono sul web e molte le condividiamo, le crediamo e le viviamo sulla nostra pelle, ma...
a volte, son solo parole, che fan soridere, acquietano, per un attimo, il nostro animo e poi?
Tutto tace attorno a noi, ma non sempre in noi....
e attendiamo uno stimolo, o una mano tesa, che ci riporti speranza...
nulla è fermo e noi sappiamo e dobbiamo rigenerarci e ogni attimo è importante....
a volte, son solo parole, che fan soridere, acquietano, per un attimo, il nostro animo e poi?
Tutto tace attorno a noi, ma non sempre in noi....
e attendiamo uno stimolo, o una mano tesa, che ci riporti speranza...
nulla è fermo e noi sappiamo e dobbiamo rigenerarci e ogni attimo è importante....
martedì 3 agosto 2010
Amare
Amare, per me, è svegliarmi, per controllare se mio marito sia coperto bene e rimboccargli le lenzuola,
è riaprir gli occhi al mattino e ritrovarmi a guardarlo dormire,
è sostenerci e spronarci, reciprocamente, nei momenti bui,
è confidarmi e sentirmi protetta tra le sue braccia ed imparare da lui, a guardare il mondo da punti di vista insoliti e unico, come solo lui sa trovare.
Amare è sentire di non poter vivere senza quella parte, così importante, che ti completa.
Ma amare è anche l'affetto ed il sorriso, che si dona ad un amico, senza reconditi fini, ma solo per il piacere di poter dare un pò di sereno e riceverne....
Amare è quello che più ci arricchisce e ci fa sentir vivi...
Quanto si potrebbe dir sull'amore, ma è un sentire così personale, che spesso le parole son poca cosa, inesprimibile, ma da vivere!
è riaprir gli occhi al mattino e ritrovarmi a guardarlo dormire,
è sostenerci e spronarci, reciprocamente, nei momenti bui,
è confidarmi e sentirmi protetta tra le sue braccia ed imparare da lui, a guardare il mondo da punti di vista insoliti e unico, come solo lui sa trovare.
Amare è sentire di non poter vivere senza quella parte, così importante, che ti completa.
Ma amare è anche l'affetto ed il sorriso, che si dona ad un amico, senza reconditi fini, ma solo per il piacere di poter dare un pò di sereno e riceverne....
Amare è quello che più ci arricchisce e ci fa sentir vivi...
Quanto si potrebbe dir sull'amore, ma è un sentire così personale, che spesso le parole son poca cosa, inesprimibile, ma da vivere!
Masochismo e meraviglia
Masochismo è sentire,
per chi sente in modo totalmente differente,
è sperare nell'irragiungibile attimo d'infinito,
è sognare, dimenticando ciò di straordinario che si ha.
Puoi ricercare, ritrovare ed alimentare il desiderio di tutte quelle piccole grandi meraviglie, che il giorno ci da,
perché il vero sentire è in noi e con noi e non cerca di sfuggire da noi.
Ma il proprio sentire è, anche, quell'incontrollabile fugacità,
labile e innocente, che ti fa perdere nei meandri di altre dimensioni, per qualche istante e poi...
aprir gli occhi e vedere, che la realtà può essere migliore...
per chi sente in modo totalmente differente,
è sperare nell'irragiungibile attimo d'infinito,
è sognare, dimenticando ciò di straordinario che si ha.
Puoi ricercare, ritrovare ed alimentare il desiderio di tutte quelle piccole grandi meraviglie, che il giorno ci da,
perché il vero sentire è in noi e con noi e non cerca di sfuggire da noi.
Ma il proprio sentire è, anche, quell'incontrollabile fugacità,
labile e innocente, che ti fa perdere nei meandri di altre dimensioni, per qualche istante e poi...
aprir gli occhi e vedere, che la realtà può essere migliore...
giovedì 29 luglio 2010
Non è detto che sia...
Spesso è più facile definire ciò che non è, piuttosto che ciò che sia:
non è quello, allora, per deduzione, sarà il suo opposto...
Ma sui sentimenti, sulle emozioni, sulle sensazioni, sulle percezioni, sull'essere e sul relazionarsi,
se non è questo, può esser quello, o quell'altro o, ancora, quant'altre sfumature di colore e incolore del sentire,
di cui, a volte, abbiamo bisogno, ci venga ricordato da un amico....
non è quello, allora, per deduzione, sarà il suo opposto...
Ma sui sentimenti, sulle emozioni, sulle sensazioni, sulle percezioni, sull'essere e sul relazionarsi,
se non è questo, può esser quello, o quell'altro o, ancora, quant'altre sfumature di colore e incolore del sentire,
di cui, a volte, abbiamo bisogno, ci venga ricordato da un amico....
mercoledì 28 luglio 2010
Sciarada?Forse si....Boh!
Sorrido, quando mi sorride la vita,
mi intristisco, quando leggo dolore, negli occhi del mio amore e son malinconica, ascoltando musica del passato,
ma una "bischerata" riporta il sorriso nel mio cuore.
Gioia è il caldo abbraccio del mio amore, che mi culla, ancora sonnecchiando sentir i suoi piedi, che cercano i miei,
ammirare quegli occhi lucenti del mio miglior amico, che son sostegno e forza aggiuntiva, anche, nei suoi silenzi
e ricevere premura e attenzioni, senza secondi fini, da un nuovo amico.
Sereno il mio animo, ridendo, per mano, insieme, in questo cammino, non facile, ma sorprendente,
se vissuto, con amore, condivisione, umiltà e amicizie, poche, ma vere.
mi intristisco, quando leggo dolore, negli occhi del mio amore e son malinconica, ascoltando musica del passato,
ma una "bischerata" riporta il sorriso nel mio cuore.
Gioia è il caldo abbraccio del mio amore, che mi culla, ancora sonnecchiando sentir i suoi piedi, che cercano i miei,
ammirare quegli occhi lucenti del mio miglior amico, che son sostegno e forza aggiuntiva, anche, nei suoi silenzi
e ricevere premura e attenzioni, senza secondi fini, da un nuovo amico.
Sereno il mio animo, ridendo, per mano, insieme, in questo cammino, non facile, ma sorprendente,
se vissuto, con amore, condivisione, umiltà e amicizie, poche, ma vere.
martedì 27 luglio 2010
Creatività
Creare è nella natura umana, è voglia di lasciare traccia di noi, evoluzione del nostro essere, ricordo di ciò che eravamo, siamo e saremo.
Creare è, anche, sviluppare idee e sogni, che la nostra mente partorisce, perché la creatività è un'indole, che va alimentata, lasciata fluire libera e, poi, raziocinata nella realizzazione fattibile di un'opera.
Non bisogna essere dei geni per sfruttare la propria creatività in modo fruttifero e soddisfacente. Magari non faremo la Pietà di Michelangelo o la Divina Commedia di Dante, ma, comunque, libereremo e daremo, al nostro mondo che ci circonda, parte di noi, manifesto con un prodotto generato dal nostro estro e dal nostro esser creativi.
Creare è, anche, sviluppare idee e sogni, che la nostra mente partorisce, perché la creatività è un'indole, che va alimentata, lasciata fluire libera e, poi, raziocinata nella realizzazione fattibile di un'opera.
Non bisogna essere dei geni per sfruttare la propria creatività in modo fruttifero e soddisfacente. Magari non faremo la Pietà di Michelangelo o la Divina Commedia di Dante, ma, comunque, libereremo e daremo, al nostro mondo che ci circonda, parte di noi, manifesto con un prodotto generato dal nostro estro e dal nostro esser creativi.
lunedì 26 luglio 2010
CONCERTI
La musica aggrega, ma i concerti sono potenzialmente pericolosi,
a parte possibile diffusione di droghe ed alcool, con conseguenze,
sia al concerto, che dopo, sulle strade, se c'è troppa folla, che si accalca,
e se poi le forze dell'ordine, invece di aiutar lo sfollamento,
chiudono possibili accessi d'uscita, la strage è certa.
a parte possibile diffusione di droghe ed alcool, con conseguenze,
sia al concerto, che dopo, sulle strade, se c'è troppa folla, che si accalca,
e se poi le forze dell'ordine, invece di aiutar lo sfollamento,
chiudono possibili accessi d'uscita, la strage è certa.
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