giovedì 22 ottobre 2009
Il cammino del cuore
Quando pensi di conoscer tutto e niente potrebbe più sorprenderti...
è allora che ti sorprendi, più del "giorno"prima,
come una bimba quando vede per la prima volta il mare o l'arcobaleno
e speri che sia vero, che non finisca...
A volte bastano due parole per crear scompiglio o un silenzio per far supporre,
Ma la vita è fatta di luci ed ombre e la chiarezza non è sempre limpida e lineare.
A volte bisogna passar per contorte vie, per seguir una logica soluzione. Il cammino del cuore mi conduce sempre, ma il raziocinio è di ausilio insieme all'esperienza e la consapevolezza acquisita sulle priorità della mia vita,sull'unico vero amore,mio marito e su pochissime sane amicizie che coltivo ora.
lunedì 19 ottobre 2009
Attimi...fugaci!
Viviamo ogni attimo come fosse l'ultimo (sembra retorica, ma è una gran verità!),
apprezzando ogni istante,
perchè l'attimo successivo è già diverso
e può esser cambiato tutto...
ma ci restano i ricordi, anche di solo un'istante,
che niente e nessuno ci può strappar via dal cuore e togliere.
Vorremmo fermare il tempo e mantenere tutto invariato,
restare ancorati a quegl'attimi sereni,
ma il tempo può esser inesorabile o amico,
fugace o ausilio positivo...
Comunque, nel bene e/o nel male, tutto muta,
e il fiume scorre, ma...
mantiene una memoria "storica" incancellabile nel suo "manto".
venerdì 16 ottobre 2009
La reciprocità e la fiducia sono la base per mantenere un buon rapporto
La fiducia si conquista e si acquisisce nel tempo, ma l'istinto indirizza...
Ma senza reciprocità non sussiste alcun rapporto!
Non amo le superficialità e mi piace andar oltre,
approfondendo meandri della mente, del cuore e mi chiedo sempre il perchè dell'agire, mio in primis, e poi degli altri,
perchè una stessa cosa fatta da uno può aver motivazioni recondite diverse che se fatta da un altro...
siamo singolarità misteriose tutte, ma in modo diverso ed è questo il bello dell'umanità!!!!!
mercoledì 20 maggio 2009
La conquista del cuore
"La felicità ha il suo inizio nel profondo del cuore.
Non è un prodotto della conoscenza o della tecnica,
ma dipende dall'amare e dall'essere amati,
e da tante altre cose belle che non costano nulla,
ma rendono la vita interessante e degna di essere vissuta.
La pace, la gioia e la felicità nel mondo non germogliano dalla ragione:
sono una conquista del cuore" - > (Phil Bosmans)
martedì 5 maggio 2009
"CREDETECI SEMPRE. NON ARRENDETEVI MAI!"
(grandefratello.mediaset.it)
"Il Grande Fratello (noto anche come GF) è un reality show televisivo. Basato sul format olandese Big Brother prodotto dalla Endemol, in Italia è trasmesso sin dal 2000 da Canale 5. I protagonisti dello show sono persone sconosciute (o semi sconosciute) al pubblico, equamente divise tra uomini e donne, di varia estrazione sociale e collocazione geografica che si confrontano nella vita quotidiana spiati 24 ore su 24 dalle telecamere. Il tipo di programma è pertanto da considerarsi espressione di voyeurismo mediatico, basato sugli istinti narcisistici di chi vi partecipa e chi lo segue.
LE REGOLE:
I partecipanti vivono chiusi all'interno di una casa 24 ore su 24 spiati da numerose telecamere che li possono riprendere in qualunque punto della casa si trovino. Si dice che non possano avere alcun contatto con l'esterno ed in effetti questa regola si è man mano affievolita dopo la prima edizione: sono banditi oltre ai cellulari anche gli orologi. I concorrenti possono fare le loro confidenze al Grande Fratello, colui che coordina e decide l'andamento del gioco, nel "Confessionale", una stanza insonorizzata che mantiene lo stesso stile (poltrona al centro e pareti di colore rosso) in tutte le edizioni. Il numero iniziale dei concorrenti è circa 12 (nelle prima edizione furono 10) anche se nel corso del gioco il Grande Fratello può far entrare ulteriori concorrenti.
Il meccanismo di eliminazione è limitato dai concorrenti con le nomination, durante le quali ciascuno sceglie due componenti della casa (o tre, a seconda della decisione degli autori) che vorrebbe eliminare. I due più votati (ma anche in questo caso la regola viene modificata di volta in volta a piacimento dagli autori) saranno a loro volta votati dal pubblico (tramite televoto a pagamento per 1 €). Il più votato esce dalla Casa e dal gioco.
In seguito a questo meccanismo rimarranno alla fine alcuni finalisti che si contenderanno il premio finale.Durante la settimana i personaggi si preparano per una prova settimanale per la quale verranno valutati e dalla quale dipende il loro budget settimanale per la spesa: in alcune edizioni i concorrenti hanno la possibilità di scommettere una percentuale della somma a disposizione, che viene persa se la prova dovesse fallire e che viene aggiunta al budget se la prova venisse invece superata. Le prove sono per lo più le stesse ogni anno, e spaziano dalla cultura generale, al percorso di guerra, per finire con buffi teatrini, karaoke e balletti.
Nella terza, quarta e quinta edizione il migliore nella prova può trascorrere una notte nella suite della casa insieme con un altro concorrente; a partire dalla quarta edizione, il peggiore passa la notte in compagnia di un amico nel tugurio.
Conduttrice: Alessia Marcuzzi - Inizio trasmissione: 12 gennaio 2009 - Fine Trasmissione: 20 aprile 2009 - Giorni: 99 - Numero di partecipanti: 25 - Montepremi: € 300.000" (wikipedia.org)
Martedì 21 Aprile 2009
Ore: 00:35
"Arriva la busta con il nome del vincitore di questa edizione del GF9. I due finalisti attendono con trepidazione. I minuti scorrono lenti, Alessia prende tempo per far salire la suspence. "Il vincitore di questa edizione del Grande Fratello 9 è..... FERDI!" Il ragazzo è incredulo. Ha vinto! Marcello, il fornaio bergamasco, è arrivato al secondo posto. Ferdi ha vinto non solo il montepremi ma anche l'amore della sua Francesca. Infatti, le prime parole che pronunica da vincitore sono: "Fioretti sei bellissima!". Il giovane montenegrino ha saputo conquistare non solo il cuore della bella napoletana, ma anche di tutto gli italiani. Ferdi hai fatto strike! Una grande grande vittoria! E ripetiamo le sue parole: "Credeteci sempre. Non arrendetevi mai!"" (grandefratello.mediaset.it)
Un rom dentro la casa del Grande Fratello non poteva non vincere: Ferdi!
Comunque son contenta per lui, perché in 99 giorni di permanenza nella casa ha dimostrato di aver carattere, senza predominare e che le sue emozioni erano genuine. Anche se la sua storia ha predominato sul suo personaggio e con l'eliminazione di Gerry, il non vedente, si sapeva che Ferdi era il candidato più gettonato, insieme a Marcello, il panettiere buono e sfigato, che infatti è arrivato secondo.
Quest'anno hanno scelto gente dalla storia familiare disastrata e il più disastrato ha vinto.
Ma è giusto così: per una volta il lieto fine a chi ha avuto poco dalla vita ci fa sognare e sperare nel domani.
LE REGOLE:
I partecipanti vivono chiusi all'interno di una casa 24 ore su 24 spiati da numerose telecamere che li possono riprendere in qualunque punto della casa si trovino. Si dice che non possano avere alcun contatto con l'esterno ed in effetti questa regola si è man mano affievolita dopo la prima edizione: sono banditi oltre ai cellulari anche gli orologi. I concorrenti possono fare le loro confidenze al Grande Fratello, colui che coordina e decide l'andamento del gioco, nel "Confessionale", una stanza insonorizzata che mantiene lo stesso stile (poltrona al centro e pareti di colore rosso) in tutte le edizioni. Il numero iniziale dei concorrenti è circa 12 (nelle prima edizione furono 10) anche se nel corso del gioco il Grande Fratello può far entrare ulteriori concorrenti.
Il meccanismo di eliminazione è limitato dai concorrenti con le nomination, durante le quali ciascuno sceglie due componenti della casa (o tre, a seconda della decisione degli autori) che vorrebbe eliminare. I due più votati (ma anche in questo caso la regola viene modificata di volta in volta a piacimento dagli autori) saranno a loro volta votati dal pubblico (tramite televoto a pagamento per 1 €). Il più votato esce dalla Casa e dal gioco.
In seguito a questo meccanismo rimarranno alla fine alcuni finalisti che si contenderanno il premio finale.Durante la settimana i personaggi si preparano per una prova settimanale per la quale verranno valutati e dalla quale dipende il loro budget settimanale per la spesa: in alcune edizioni i concorrenti hanno la possibilità di scommettere una percentuale della somma a disposizione, che viene persa se la prova dovesse fallire e che viene aggiunta al budget se la prova venisse invece superata. Le prove sono per lo più le stesse ogni anno, e spaziano dalla cultura generale, al percorso di guerra, per finire con buffi teatrini, karaoke e balletti.
Nella terza, quarta e quinta edizione il migliore nella prova può trascorrere una notte nella suite della casa insieme con un altro concorrente; a partire dalla quarta edizione, il peggiore passa la notte in compagnia di un amico nel tugurio.
Conduttrice: Alessia Marcuzzi - Inizio trasmissione: 12 gennaio 2009 - Fine Trasmissione: 20 aprile 2009 - Giorni: 99 - Numero di partecipanti: 25 - Montepremi: € 300.000" (wikipedia.org)
Martedì 21 Aprile 2009
Ore: 00:35
"Arriva la busta con il nome del vincitore di questa edizione del GF9. I due finalisti attendono con trepidazione. I minuti scorrono lenti, Alessia prende tempo per far salire la suspence. "Il vincitore di questa edizione del Grande Fratello 9 è..... FERDI!" Il ragazzo è incredulo. Ha vinto! Marcello, il fornaio bergamasco, è arrivato al secondo posto. Ferdi ha vinto non solo il montepremi ma anche l'amore della sua Francesca. Infatti, le prime parole che pronunica da vincitore sono: "Fioretti sei bellissima!". Il giovane montenegrino ha saputo conquistare non solo il cuore della bella napoletana, ma anche di tutto gli italiani. Ferdi hai fatto strike! Una grande grande vittoria! E ripetiamo le sue parole: "Credeteci sempre. Non arrendetevi mai!"" (grandefratello.mediaset.it)
Un rom dentro la casa del Grande Fratello non poteva non vincere: Ferdi!
Comunque son contenta per lui, perché in 99 giorni di permanenza nella casa ha dimostrato di aver carattere, senza predominare e che le sue emozioni erano genuine. Anche se la sua storia ha predominato sul suo personaggio e con l'eliminazione di Gerry, il non vedente, si sapeva che Ferdi era il candidato più gettonato, insieme a Marcello, il panettiere buono e sfigato, che infatti è arrivato secondo.
Quest'anno hanno scelto gente dalla storia familiare disastrata e il più disastrato ha vinto.
Ma è giusto così: per una volta il lieto fine a chi ha avuto poco dalla vita ci fa sognare e sperare nel domani.
lunedì 4 maggio 2009
TERREMOTO
Basta la parola per incutere timore... Fenomeno terrestre di una terra in continua evoluzione fisica, ineluttabile, spietata...
"...detti anche sismi o scosse telluriche, sono movimenti improvvisi e rapidi della crosta terrestre, provocati dalla liberazione di energia in un punto interno, detto ipocentro; di qui, una serie di onde elastiche, dette "onde sismiche", si propagano in tutte le direzioni, anche all'interno della Terra stessa; il luogo della superficie terrestre posto sulla verticale dell'ipocentro, si chiama epicentro ed è generalmente quello piú interessato dal fenomeno." (wikipedia.org)
"L'AQUILA (3 maggio) - A L'Aquila ha ricominciato a piovere. Nessuna tregua per gli abitanti delle tendopoli allestite ormai da quasi un mese, dove si continua a vivere in mezzo al fango insopportabile, a temperature che di giorno si aggirano intorno ai 10 gradi. A maggio, in tenda, è ancora d'obbligo la maglia di lana. E il maltempo insistente sta minando ulteriormente la stabilità psicologica degli aquilani, già messa a dura prova da uno sciame sismico che non si placa, né di giorno né di notte." (ilmessaggero.it)
"...detti anche sismi o scosse telluriche, sono movimenti improvvisi e rapidi della crosta terrestre, provocati dalla liberazione di energia in un punto interno, detto ipocentro; di qui, una serie di onde elastiche, dette "onde sismiche", si propagano in tutte le direzioni, anche all'interno della Terra stessa; il luogo della superficie terrestre posto sulla verticale dell'ipocentro, si chiama epicentro ed è generalmente quello piú interessato dal fenomeno." (wikipedia.org)
"L'AQUILA (3 maggio) - A L'Aquila ha ricominciato a piovere. Nessuna tregua per gli abitanti delle tendopoli allestite ormai da quasi un mese, dove si continua a vivere in mezzo al fango insopportabile, a temperature che di giorno si aggirano intorno ai 10 gradi. A maggio, in tenda, è ancora d'obbligo la maglia di lana. E il maltempo insistente sta minando ulteriormente la stabilità psicologica degli aquilani, già messa a dura prova da uno sciame sismico che non si placa, né di giorno né di notte." (ilmessaggero.it)
lunedì 30 marzo 2009
Riflessa nella loro sensibilità
Mi sono vista riflessa, come in uno specchio, attraverso gli occhi di persone sensibili e argute, attente ad ogni più piccolo particolare.
Hanno colto la mia premura, il mio desiderio di aiutarli, attenta in generale alle persone, comprensiva, dolce e affettuosa come una copertina di lana avvolgente e calda, la mia esigenza di risposte spesso non ricevute, come il libro dei perché, che apri, ma spesso non trovi la risposta, che cerchi. Hanno sottolineato che non mi soffermo alla banalità o all'evidenza delle cose, ma cerco sempre di andare più in profondità, oltre... e la mia schiettezza tale da farmi, alle volte, del male con tale sincerità, cruda e diretta, pungente e sagace, ma mai volutamente cattiva, che mal interpretata o peggio rifiutata porta dolore solo alla sottoscritta.
Mi hanno definito anche enigmatica, bella, profonda, sensuale, estroversa, vivace, non diplomatica, a volte impertinente, di animo buono, dagli occhi vispi, simpatica, intelligente, solare, premurosa.
La sintesi di me rappresenta in modo simbolico in un set di still-life è stata: il libro dei perché messo verticale con una scarpetta nera e argentata appoggiata sul libro a nascondere la scritta "Il libro dei" lasciando vedere solo la scritta "Perché" di fronte alla mia macchinetta fotografica e la testa di una bambolina indiana.
Spettacolare, non avrei mai potuto fare1sintesi simbolica migliore su me stessa...
Li ascoltavo parlare ed il mio cuore era all'apice della commozione, perché in due anni di frequentazione sapevo fossero tanto sensibili, ma non credevo avessero capito completamente il mio essere, come pochi, compreso mio marito, erano riusciti e i loro apprezzamenti, sinceri e affettuosi hanno intenerito il mio cuore.
venerdì 20 marzo 2009
La felicità è una predisposizione
Perché spesso associamo l'essere felici con l'aver una relazione?
Non si può essere felici anche da single?
Io non potrei più vivere senza mio marito, però ci sono persone che cercano una storia, ma che non sanno mantenerla, semplicemente, perché da sole si sentono più libere, realizzate, e non si rendono conto di quanto siano complete restando single.
Queste persone cercano un compagno, non riuscendo a godersi se stessi, perché ancorate all'idea che la società le voglia "accoppiate" anche solo per andar ad un cinema o con amici.
Mentre nell'altro vorrebbero un accompagnatore, accondiscendente in tutto, i cui pensieri e le cui azioni siano come la persona se le aspetta, come se la persona quasi avesse scritto un copione, che il compagno, personaggio giostrato e ben istruito, debba solo recitare per compiacerla, e guai se lei/lui non agisce o reagisce come nel copione.
Ma il/la compagno/a è prima di tutto un essere pensante, non un automa, e non seguirà sempre quel copione, ma vorrà anch'esso/a decidere con la propria testa e il proprio cuore e alla fine saranno entrambi esausti da tale situazione.
Ma essere felici è una condizione mentale, un modo di affrontare il giorno, di relazionarsi con gli altri e l'unico copione è quello scritto dal destino e dal cammino quotidiano di ognuno di noi.
Non si può essere felici anche da single?
Io non potrei più vivere senza mio marito, però ci sono persone che cercano una storia, ma che non sanno mantenerla, semplicemente, perché da sole si sentono più libere, realizzate, e non si rendono conto di quanto siano complete restando single.
Queste persone cercano un compagno, non riuscendo a godersi se stessi, perché ancorate all'idea che la società le voglia "accoppiate" anche solo per andar ad un cinema o con amici.
Mentre nell'altro vorrebbero un accompagnatore, accondiscendente in tutto, i cui pensieri e le cui azioni siano come la persona se le aspetta, come se la persona quasi avesse scritto un copione, che il compagno, personaggio giostrato e ben istruito, debba solo recitare per compiacerla, e guai se lei/lui non agisce o reagisce come nel copione.
Ma il/la compagno/a è prima di tutto un essere pensante, non un automa, e non seguirà sempre quel copione, ma vorrà anch'esso/a decidere con la propria testa e il proprio cuore e alla fine saranno entrambi esausti da tale situazione.
Ma essere felici è una condizione mentale, un modo di affrontare il giorno, di relazionarsi con gli altri e l'unico copione è quello scritto dal destino e dal cammino quotidiano di ognuno di noi.
lunedì 16 marzo 2009
Il senso d'appartenenza
Quante volte il nostro cuore si è sentito parte di qualcuno o di qualcosa?
L'uomo ha bisogno di riferimenti visivi, tattili, olfattivi ed emotivi, per stare in equilibrio e si circonda, anche, di futilità che considera proprie, ma quanto lo siano realmente è sempre relativo all'istante in cui le vive, le possiede o spesso le subisce.
La vita è quel cammino tanto lungo, ma tanto breve e tutto è relativo alla percezione che si ha. Diciamo "è mio" ma dovremmo dire "ora è mio", anche un luogo può sembrare c'appartenga oggi, ma domani esserci alieno.
domenica 22 febbraio 2009
SANREMO 2009
(cultura.it)
Appuntamento annuale col festival, cinque serate inchiodati a guardare, ascoltare e quest'anno a sorridere, ridere, ma anche riflettere, come solo Bonolis sa fare, con maestria, cultura e sobrietà, anche se a volte con eccessivi risvolti sociali giusti, ma pesanti, per un festival della canzone italiana, ma l'Italia è anche questo buonismo e beneficienza. Le canzoni erano sofisticate, ricercate e non di facile ascolto, solo risentendole più volte vengono apprezzate a pieno, soprattutto quelle dei giovani. Non sono le cosiddette canzoni sanremesi, ma ho regalato a mio marito il doppio cd con amore per riascoltarle insieme e son decisamente in disaccordo con le scelte dei vincitori, anche se comprendo che sia stata la scelta più orecchiabile e più ascoltabile in radio, senza contare il gusto estetico per un big possibile sogno di quindicenni e un tormentone fantozziano la giovane. La mia scelta sarebbe ricaduta sull'unico maschietto tra i giovani, dall'impostazione cocciantiana inconfondibile e romantica e tra i big, o Artisti, come li ha denominati Bonolis, Fausto Leali mi dà un'emozione, un brivido da pelle d'oca piacevole, le altre le sento, carine Renga, Povia, Alexia se cantava sola, Masini e anche Pupo, ma solo Leali mi sembra sanremese e mi emoziona. Non avrei messo Da Vinci in finalissima, dopo averla risentita è troppo D'Alessio e sapevo che non avrebbero fatto vincere Povia, dopo tante polemiche, però noi lo abbiamo televotato, visto che tra i tre rimasti era l'unico che preferivo, ma avevo immaginato che vincesse Carta.
I veri vincitori sono stati Bonolis e Laurenti, anche se avrei tenuto sul palco molto di più Laurenti insieme a Bonolis, ma... forse Bonolis aveva paura di perdere il suo protagonismo???? Comunque bravissimi!
I veri vincitori sono stati Bonolis e Laurenti, anche se avrei tenuto sul palco molto di più Laurenti insieme a Bonolis, ma... forse Bonolis aveva paura di perdere il suo protagonismo???? Comunque bravissimi!
mercoledì 11 febbraio 2009
Generazione di viziati
Non riusciamo a viver soli, sempre in cerca di un dialogo, siamo immersi nella società, ma spesso è aliena, perché?
Ci poniamo all'ascolto, ma spesso l'unica voce che, realmente, prestiamo attenzione è la nostra.
Nei rapporti interpersonali ci aspettiamo reazioni simili alle nostre, non valutando né rispettando la singolarità dell'individuo, che incontriamo e poi, di conseguenza, restiamo delusi.
Siamo generazioni viziate, del tutto, subito e a modo nostro, senza compromessi né soddisfazioni tangibili, in quanto ottenere senza sacrificio non dà orgoglio né piacere e se non si consegue l'obiettivo si è comunque inappagati e frustrati.
Ci poniamo all'ascolto, ma spesso l'unica voce che, realmente, prestiamo attenzione è la nostra.
Nei rapporti interpersonali ci aspettiamo reazioni simili alle nostre, non valutando né rispettando la singolarità dell'individuo, che incontriamo e poi, di conseguenza, restiamo delusi.
Siamo generazioni viziate, del tutto, subito e a modo nostro, senza compromessi né soddisfazioni tangibili, in quanto ottenere senza sacrificio non dà orgoglio né piacere e se non si consegue l'obiettivo si è comunque inappagati e frustrati.
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