martedì 10 febbraio 2009

XENOFOBIA - VIOLENZA

Un giovane indiano dormiva alla stazione perché disoccupato. Giovani ubriachi e drogati,annoiati dalla vita, cercavano distrazione e divertimento a scapito di una vittima debole ed inerme. Hanno trovato quest'uomo, l'hanno picchiato e incendiato.
Si grida al razzismo, lo sdegno di tutte le forze politiche, ma pochi giorni e avranno i domiciliari, come gli stupratori, perché le leggi attuali considerano poco gravi certi reati.
Vorrei che i politici provassero sulla loro pelle, diventando vittime se poi continueranno a pensare reati poco gravi certe violenze!

lunedì 9 febbraio 2009

La prigionia esistenziale

La prigionia e l'incapacità di agire permettono di scusare la propria inutilità e impotenza nell'influenzare positivamente e/o negativamente gli eventi, ma la vera prigionia si crea nell'animo, dove non ci sono scusanti che tengano e rendersi conto di questa realtà è più tremendo di qualsiasi catena, perchè puoi colpevolizzare solo te stesso, ma può essere anche liberatorio, in quanto scopri d'essere l'artefice nel tuo benessere e/o malessere e solo tu puoi trovare la strada per uscirne e non sentirti più impotente.
Tutto quel che ti circonda, (la tua realtà e il tuo mondo) può essere, direttamente e/o indirettamente, influenzato da te, dal tuo stato d'animo, dal tuo modo di pensare e di agire o non agire, volutamente o involontariamente.

domenica 8 febbraio 2009

ELUANA ENGLARO

Tappe della vicenda

"18 gen 1992 - Dopo un incidente d'auto, Eluana, 20 anni, cade in uno stato vegetativo permanente. Ricoverata a Lecco, è alimentata con un sondino. La ragazza respira autonomamente pur senza coscienza, a causa della corteccia cerebrale necrotizzata.
1993 - Dopo un anno, la regione superiore del cervello di Eluana è andata incontro a una degenerazione definitiva. I medici non lasciano alcuna speranza di ripresa.
1994 - Eluana entra nella casa di cura di Lecco "Beato L.Talamoni", delle suore misericordine. Deve essere alimentata con un sondino nasogastrico e idratata. Le suore l'assistono con amore. Ogni giorno sistemano Eluana su una sedia a rotelle e la portano a fare un giro nel giardino.
1999 - Beppino Englaro chiede al tribunale di Lecco di poter rifiutare l'alimentazione artificiale della figlia. Ma i giudici dicono no.
2000 - Beppino si rivolge anche al presidente Ciampi, e dice che Eluana aveva detto che non avrebbe mai accettato di vivere in quelle condizioni.
2003 - Viene ripresentata la richiesta di lasciar morire Eluana, ma tribunale e Corte d'Appello la respingono. E così accadrà ancora nel 2006.
2005 - Il 20 aprile la Cassazione avalla la decisione dei giudici milanesi presa nel 203, ma apre uno spiraglio alla richiesta del padre, ritenendo che la stessa non poteva essere accolta perché, tra l'altro, mancavano "specifiche risultanze" sulle reali volontà della ragazza.
2007 - 16 ott la Cassazione rinvia di nuovo la decisione alla Corte d'Appello di Milano, sostenendo che il giudice può autorizzare l'interruzione in presenza di due circostanze concorrenti: lo stato vegetativo irreversibile del paziente e l'accertamento che questi, se cosciente, non avrebbe prestato il suo consenso alla continuazione del trattamento.
9 lug 2008 - la Corte d'appello di Milano riesamina la vicenda e autorizza la sospensione dell'alimentazione.
10 lug - Il quotidiano Avvenire parla di "pena di morte", di una "mostruosità", riferendosi alla sentenza di Milano, di fronte alla quale "non ci si può rassegnare all'inchino".
14 lug - Giuliano Ferrara, direttore de il Foglio, promuove, assieme al Movimento per la Vita, l'iniziativa di deporre sul sagrato del duomo di Milano bottiglie di acqua per protestare contro una sentenza che condanna Eluana a morire di fame e di sete. Bottiglie d'acqua anche davanti al Campidoglio, a Roma.
16 lug - Camera e Senato sollevano un conflitto di attribuzione contro la Cassazione, il caso finisce in Corte Costituzionale. E scoppiano le polemiche. Il comitato "Scienza e Vita" lancia un appello contro la sospensione delle cure, cui aderiscono parlamentari e cittadini, Famiglia Cristiana, 25 neurologi, il quotidiano Avvenire. Intervengono anche le suore che si occupano della donna.
3 set - la famiglia chiede alla Regione Lombardia di indicare una struttura dove eseguire quanto stabilito dalla Corte d'appello, cioé interrompere definitivamente l'alimentazione artificiale e l'idratazione. Ma la Regione dice no.
8 ott - La Corte Costituzionale dà ragione a Cassazione e Corte d'Appello (che avevano stabilito le condizioni per l'interruzione dell'alimentazione).
11 ott - Le condiz ioni di Eluana si aggravano a causa di un'emorragia interna.
13 ott- Il prof. Umberto Veronesi, oncologo di fama mondiale e gà ministro della salute, dice che "come persona Eluana è morta 16 anni fa".
10 nov - Il sottosegretario alla sanità Eugenia Roccella, già leader del comitato Scienza e Vita, lancia un appello alla Cassazione: "ci ripensi, perché sarebbe la prima volta in Italia che qualcuno muore, tra l'altro di fame e di sete e con un'agonia di almeno 15 giorni, per effetto di una sentenza".
11 nov - Il card. Javier Lopez Barragan, dichiara che sospendere l'idratazione e l'alimentazione in un paziente in stato vegetativo è "una mostruosità disumana e un assassinio". Secondo gli avvocati della famiglia Englaro, secondo i quali invece "è ora che Eluana venga lasciata morire come chiede suo padre da 16 anni". " (panorama.it)


Lo stadio vegetativo, per le conoscenze attuali della medicina, è irreversibile, e una persona, in tale stadio, è tenuta in vita solo da sondini, ma che vita è?
Noi non siamo Dio e non possiamo decidere la vita o la morte di nessuno, ma si può non accettare cure invasive e strumenti, che mantengono in vita un corpo cerebralmente morto.
Nella situazione attuale di Englaro, che sopravvive da dodici anni solo tramite una macchina non sarebbe giusto praticar l'eutanasia, dandole pace?
Ma come? E' giusto far morire di fame una persona, per quanto vegetale sia? Chi ci dice che non soffra in qualche modo?
Chi può affermare con certezza che non persista uno stato di coscienza in questo essere?
Già è capitato di risvegli, dopo tanti anni, da coma profondi, considerati irrecuperabili, e allora?
Perché cellule cerebrali morte non potrebbero rigenerarsi grazie a future nuove scoperte genetiche?
O semplicemente credere in un miracolo...
Troppe domande a cui la scienza non può dare risposte certe, perché la mente è ancora un pianeta ignoto, e chi può legalmente decidere ha deciso anche per questa donna, sperando d'aver fatto la cosa migliore per lei e per il dolore dei suoi familiari.
Voi che avreste scelto, avendo un figlio in tali condizioni, dopo dodici anni?
Io sinceramente non mi sento né di criticare né di accondiscendere, mi astengo, perché solo chi vive tale dramma sa.

sabato 7 febbraio 2009

Un fiore raro


L'amicizia è quel legame che nasce spontaneamente, come un fiore di campo, che spunta dall'erba e si alimenta con impercettibili, ma fondamentali, elementi, presenti già in natura (acqua piovana, sole e rispetto della natura stessa).
Se mal "nutrito" (troppa pioggia, troppo sole o la mancanza di essi) o calpestato muore.
Il vento lo fa ondeggiare, lo piega, ma non lo spezza.
E' forte, rigoglioso e robusto nella sua apparente fragilità!
Quando l'amicizia è tra uomo e donna il fiore è ancora più raro, prezioso e dai fragili equilibri.
Sarebbe il fiore più perfetto, una compensazione di equilibri, elementi e pensieri, se non entrassero in ballo emozioni e forze, che potrebbero essere distruttive.
Se poi, da una delle parti, compaiono sentimenti ambigui, tutto si complica.
Come se il fiore ricevesse sole e grandine insieme e alla fine...
si sfinisce, deperisce e può morire.

venerdì 6 febbraio 2009

IL CINEMA PRENDE SPUNTO DALLA REALTÀ O LA REALTÀ DAL CINEMA?

Con l'avvento del cinema generazioni di giovani sono cresciuti seguendo modelli stereotipati e clichè di vite, sognando amori impossibili, vite spericolate alla Jeams Dine, intrighi internazionali ed horror paranormali e mistici. Non sempre sono stati esempi positivi e ciò ha influenzato la quotidianeità e viceversa il reale ha modificato le storie riportate sul grande schermo, con nuove tendenze di realismo, sempre più crudo e spietato. Anche ragazze romantiche sono passate dal modello cenerentola e tempo delle mele a quello di pretty woman ed Alias affrontando il mondo in modo scaltro ma diffidente e inventandosi strategie di approccio sempre più falso e problematico passando da fanciulle indifese in cerca del principe azzurro a fiere e senza scrupoli arrampicatrici sociali. I ragazzi non sono da meno con esempi da guerre stellari, i cui valori erano la forza della mente e il perdono, a hannibal o rambo, in cui l'unica giustizia sta nella violenza e solo l'uomo duro conquista sempre. Ma tutto questo ha portato solo isolamento, rapporti finti, aspettative deluse e famiglie che per alla prima difficoltà si sfasciano, perché le fondamenta erano fatte di sabbia.
Chi ne parla è una persona che adora sognare, ridere, piangere, seguire con suspance l'avvicinarsi del serial killer e immergersi nella magia del cinema, ma si rende conto che tanti atteggiamenti di persone normalissime scaturiscono da anni di assidue visioni anche se il cinema non è l'unico artefice di quest'involuzione sociale ma ha un suo ruolo importante nella crescita di ognuno di noi.

martedì 3 febbraio 2009

HACKER/CRACKER: Che gusto c'è nel controllare l'entrata in rete di un'altra persona e non solo?

Anche pingare può intasare i server e crear danni...
Fare l'hacker/cracker e rubare o distruggere il lavoro altrui che senso ha?

"Un hacker (termine coniato negli Stati Uniti del quale è difficile rendere una corretta traduzione in italiano) è una persona che si impegna nell'affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte, non limitatamente ai suoi ambiti d'interesse (che di solito comprendono l'informatica o l'ingegneria elettronica), ma in tutti gli aspetti della sua vita.
Esiste un luogo comune, usato soprattutto dai mass media (a partire dagli anni '80), per cui il termine hacker viene associato ai criminali informatici (la cui definizione corretta è, però, "cracker". In ambito informatico il termine inglese cracker indica colui che si ingegna per eludere blocchi imposti da qualsiasi software in genere. Il "cracking" può essere usato per diversi scopi secondari, una volta guadagnato l'accesso di root nel sistema desiderato o dopo aver rimosso le limitazioni di un qualsiasi programma.
I cracker possono essere spinti da varie motivazioni, dal guadagno economico (tipicamente coinvolti in operazioni di spionaggio industriale o in frodi) all'approvazione all'interno di un gruppo di cracker, come tipicamente avviene agli script kiddie, che praticano le operazioni di cui sopra senza una piena consapevolezza né delle tecniche né delle conseguenze.
Il termine cracker viene spesso confuso col termine hacker, il cui significato è tuttavia notevolmente diverso. Alcune tecniche sono simili, ma l'intenzione dell'hacker è generalmente l'esplorazione, il divertimento, l'apprendimento, senza creare reali danni. Al contrario, quella del cracker è talvolta distruttiva ).
Un Hacker in senso stretto è colui che associa ad una profonda conoscenza dei sistemi una intangibilità dell'essere, esso è invisibile a tutti eccetto che a sé stesso. Non sono certamente Hacker in senso stretto tutti coloro che affermano di esserlo, in un certo senso gli Hacker in senso stretto non esistono, perché se qualcuno sapesse della loro esistenza per definizione non esisterebbero." (wikipedia.org)

Catalogo due tipi di hacker/cracker: quelli che lo fanno per rubare strategie e creatività e quelli che lo fanno per il puro piacere di spiare, dar fastidio e distruggere bite.
Sicuramente egli non è creativo, ma invadente e invidioso. Gioire facendo del male agli altri è da vigliacchi, da deviati o, comunque, malati, insoddisfatti della propria vita e non accettano che altri possano riuscire, creare o semplicemente sappiano vivere e gioire, mentre loro no. Son persone comuni, che si nascondono dietro maschere di perbenismo, son i vicini di casa, son gli amici che si confidano di insoddisfazioni e malesseri esistenziali, ma senza mai scoprirsi del tutto. Amici davanti hacker/cracker ficcanaso e invidiosi dietro.Ma sanno che vuol dire privacy e vera amicizia?
Basterebbe chiedere direttamente o forse non si fidano e chissà cosa cercano di scoprire: forse cercano nei nella vita di amici, non accettando di aver solo loro una vita piatta, non soddisfacente e veder pecche negli altri li rincuora, del tipo "mal comune mezzo gaudio". Qualsiasi sia la motivazione non riesco a giustificare il comportamento di un hacker/cracker.

lunedì 2 febbraio 2009

Onniscenti o ignoranti?

L'uomo vuol conoscere, sperimentare e cerca di svelare misteri, ma se dovesse diventare onniscente come approccerebbe alla vita?
Un bambino guarda il mondo con occhi curiosi, entusiasti e sorpresi, ogni giorno è una nuova avventura. Un adulto si rafforza, caratterialmente ed intellettivamente, ma quanto perde acquisendo conoscenze ed esperienze?
Nulla è scontato se non quello che conosciamo, ma anche la "cosa" nota può sorprenderci, dipende da come la si guarda, la si affronta, la si vive, soprattutto, trattandosi di esseri umani, che, per quanto scontati possano diventare ai nostri occhi e per la nostra conoscenza, possono divenire imprevedibili, quando meno ce lo aspettiamo e sorprenderci, negativamente o positivamente.
Lo sguardo sull'oggi ha un alone di mistero, perché si sviluppa, istante dopo istante, è un'avventura della quale non puoi saper il finale, finché esso non si compie e non c'è scienza che, per ora, possa anticiparci il futuro.
Tante domande ancora non hanno risposta e, forse, proprio tale ignoranza ci permette ancora di sorprenderci, di sognare e di guardare il mondo e la nostra vita con idealismo con infinite possibilità, curiosità da scoprire e come un viaggio d'avventura da gustarsi, momento dopo momento, contesto dopo contesto, emozione dopo emozione.

venerdì 30 gennaio 2009

LADY DIANA

"Diana, Principessa del Galles, nata Diana Frances Spencer (Sandringham, 1 luglio 1961 – Parigi, 31 agosto 1997), fu dal 1981 al 1996 consorte dell'erede al trono del Regno Unito, il principe Carlo. Dopo il divorzio dal coniuge ottenne il privilegio di Principessa di Galles, ma senza l'onorifico di SAR.
Dopo il divorzio, Diana ritorna al suo appartamento in Kensington Palace e diventa un fenomeno mediatico per la sua eleganza e per il suo carisma. Si adopera nel mondo per aiutare i meno fortunati e si batte nella lotta contro l'AIDS. Decisivo fu il suo contributo alla campagna per la messa al bando delle mine antiuomo; su un invito della leader americana del movimento, Jodie Foster, Diana si fece riprendere dalla stampa mentre ispezionava un campo minato della ex-Jugoslavia.
Con la sua immagine aiutò soprattutto i bambini poveri dell'Africa e fu accanto a personalità come Nelson Mandela, il Dalai Lama e Madre Teresa di Calcutta.
Il 31 agosto 1997 rimane vittima di un incidente automobilistico sotto il Tunnel de l'Alma a Parigi, insieme al suo compagno Dodi al-Fayed, quando la loro Mercedes guidata dall'autista va a sbattere sul tredicesimo pilastro della galleria.
Sabato 30 agosto, a fine serata, Diana e Dodi partirono dall'Hotel Ritz di Parigi, Place Vendôme, e sulla loro Mercedes S280 seguirono la riva destra della Senna. Poco dopo mezzanotte imboccano il Tunnel de l'Alma seguiti da fotografi e un cronista.
All'entrata del tunnel la vettura urta il muro destro, per poi riprendere la strada e sbattere violentemente sulla tredicesima pila del ponte, dove ha fine la sua corsa.
Dodi Al-Fayed e Henri Paul muoiono sul colpo; Trevor Rees-Jones è gravemente ferito e sopravviverà; Lady D., liberata, è ancora viva, e dopo i primi soccorsi sul posto, l'ambulanza la trasporta all'ospedale Pitié-Salpétrière, dove arriva alle 2 circa. Per le gravi lesioni interne, viene dichiarata morta due ore più tardi.
La conferenza stampa per l'annuncio ufficiale della morte viene fatta alle 5.30 da un medico dell'ospedale, da Jean-Pierre Chevènement, dal Ministro dell'Interno e da Sir Michael Jay, ambasciatore del Regno Unito in Francia.
Verso le 14 il Principe Carlo e le due sorelle di Diana arrivano a Parigi per l'identificazione e ripartono 90 minuti dopo.
Sulla morte di Diana sono state fatte numerose ipotesi e sono state operate delle vere e proprie speculazioni mediatiche. Secondo la versione ufficiale l'autista Henri Paul era ubriaco e nella fretta di seminare i paparazzi ha causato l'incidente. L'ingegner Mauro Balestra, esperto tecnico giudiziario svizzero, specializzato nella ricostruzione di incidenti stradali, utilizzando recenti e sofisticati programmi di calcolo, ha sgombrato il campo da alcune supposizioni avanzate dopo quella fatidica notte del 31 agosto.
La velocità della Mercedes S280 (di serie, non blindata) non poteva essere superiore a 150 Km/h all'ingresso della curva dove la strada cambia pendenza e scende verso il tunnel del ponte dell'Alma. Su questo concordano i calcoli del computer e l'esperienza diretta. Una velocità superiore infatti avrebbe impedito alla vettura d'imboccare il tunnel, perché sarebbe sbandata prima, urtando il muro sulla destra. Secondo la ricostruzione al computer effettuata dall'ingegner Balestra, anzi, la vettura potrebbe essere arrivata sulla curva a una velocità prossima ai 110 Km/h. Non sono poi così rari i parigini che tutti i giorni affrontano quel tratto di strada ad andature simili, anche se il limite in quel punto è di 70 km/h.
Un altro elemento è stato individuato con precisione: la S280 ha urtato il tredicesimo pilastro a 85-90 km/h. Non di più. E' a questo punto che si delinea la prima, grave, responsabilità di chi ha realizzato quelle infrastrutture stradali. Nonostante ogni giorno siano migliaiai i parigini che percorrono quel tunnel nei due sensi, i piloni non sono protetti né da "guard-rail" nè da barriere di cemento. Non a caso, le tracce dell'incidente del 31 agosto si mescolano a quelle di tanti altri urti contro le pareti e i piloni da parte di meno famosi automobilisti.
All'origine della sbandata non controllata del guidatore (con elevato tasso alcolico nel sangue e tracce di psicofarmaci riscontrati dagli esami medici) c'è una Fiat Uno bianca proveniente dal controviale che confluisce nel corso Albert 1er, urtata di striscio dalla Mercedes. In quel tratto di strada la segnaletica è carente. Non indica alle vetture che, come la Mercedes sopraggiungono veloci sulla strada a due corsie, dalla destra s'immette una via con diritto di precedenza. Infattti in mancanza di altra indicazione, lo stretto controviale, immettendosi da destra, ha la precedenza.
Il fatto di non aver utilizzato la cintura di sicurezza (la guardia del corpo seduta accanto al guidatore era l'unico ad indossarla e l'unico ad essersi salvato) da parte dei due passeggeri dei sedili posteriori (Diana e Dodi) ha diminuito in maniera drastica le loro probabilità di salvezza. I due infatti erano seduti in una zona dell'abitacolo rimasta integra e l'impatto contro un oscacolo stretto come un pilastro ha sì causato ingenti deformazioni della vettura (pericolose, semmai, per chi sedeva davanti), ma ha anche limitato di molto le decelerazioni sui passeggeri posteriori.
Secondo un'altra versione i servizi segreti inglesi avrebbero organizzato tutto. Nella galleria sarebbe apparso un fortissimo bagliore bianco che avrebbe accecato l'autista e causato l'incidente oppure una macchina (una Fiat Uno bianca) avrebbe tagliato la strada alla Mercedes di Diana. Questa ipotesi spiegherebbe anche il ritardo dei soccorsi (l'ambulanza è arrivata dopo più di mezz'ora). Il movente sarebbe stato che Diana era incinta di un bambino di origini arabe che quindi sarebbe diventato fratello dell'erede al trono (di recente è stata trovata una lettera scritta da Diana dove dice che crede che Carlo la voglia uccidere in qualche modo). Grande sostenitore di questa tesi è il padre di Dodi Al-Fayed, Mohammed Al-Fayed.
La prima morte collegata alla storia della Principessa, è stata quella della guardia del corpo Barry Mannakee, con il quale ebbe una relazione a Kensigton House. La guardia fu trasferita, e rimase successivamente vittima di un incidente in moto in Scozia nel maggio 1987.
Il fotografo James Andanson viene trovato morto nel 2004 in un bosco, a seguito di un presunto suicidio, nelle campagne francesi di Montpellier. Alla sua morte fa seguito quella di Frederic Dard, lo scrittore al quale Andanson confidava d'esser stato presente con la sua Fiat Uno nel Tunnel de l'Alma.
La principessa in una lettera scritta pochi mesi prima del decesso e consegnata all'ex maggiordomo accusa Carlo di volerla uccidere simulando un incidente d'auto. La missiva, a lungo ignorata, è stata acquisita dall'inchiesta in corso nel Regno Unito sulle cause della sua morte.
L'intera vicenda è stata ripresa più volte in ambito cinematografico. Il primo film sul caso è di Francis Gillery, regista e scrittore, che ha girato Lady Died e curato un documentato libro. Sulla morte di Lady Diana, la band dei Cranberries ha composto la canzone Paparazzi on mopeds. La cantante del gruppo, Dolores O'Riordan, è stata molto colpita dalla morte della principessa che aveva conosciuto tempo fa, la quale si era anche congratulata con lei per il suo talento di musicista. " (wikipedia.org)

Rimane il mistero e varie le ipotesi, ma perché cercare risposte, invece di ricordare l'immagine pubblica, per quanto malinconica e triste, di una donna che ha cercato di dare e ricevere amore, impegnata in opere di beneficienza?!

giovedì 29 gennaio 2009

LA RELIGIONE

"La religione è l'oppio dei popoli" - diceva Carl Marx e in nome di essa si son fatte crociate sanguinose.
Ancor oggi viene strumentalizzata sia dai potenti della terra, che da truffatori che fanno passare per autentici manufatti falsi, come la tavoletta di re Salomone o la tomba addirittura del possibile fratello di Gesù.
Ma cos'è realmente la religione?
Di religioni ve ne sono molte e spesso hanno principi in comune, ma nascono dall'esigenza umana di placare le proprie paure sentendosi confortata dal rifugio nella preghiera.
La religione è la speranza in un "Essere" superiore, che possa aiutarci ed accompagnarci in vita e oltre, in un mondo ultraterreno, perché abbia un senso l'esistenza.
Io credo in un Dio creatore, che si chiami Dio o Quantum poco importa, comunque una forza, uno spirito che guida e protegge la mia anima e qualsiasi cosa accada ha un senso, perché mi porta a crescere, a maturare e a viver meglio l'oggi e il domani.
La mia religione mi dice che questo Dio ha dato suo figlio per il bene dell'umanità, sarà vero?
Certo è che un Gesù di Nazaret è nato e ha fatto azioni buone, quindi è stato un esempio da seguire.
E' morto e risorto o ha generato prole e quindi discendenza?
Come fede credo alla resurrezione, ma niente Gli poteva negare di far figli, Lui stesso diceva di prender esempio dai bambini.
Al mio credo non cambierebbe nulla.
Purtroppo tanti insegnamenti giusti e positivi della religione cattolica vengono trascurati proprio da chi se ne fa portavoce, come l'umiltà e la povertà, che se ne vede ben poca da alti prelati in limusin: queste alcune incongruenze, ma ciò non sminuisce la mia fede, conforto, rifugio ed insegnamento guida per la mia anima.

mercoledì 28 gennaio 2009

I CARRI DI SOLE E LUNA

Gli antichi popoli, quali: Egizi, indiani d'America, germanici, Indiani, Israeliti, Greci, Romani ecc. ecc.. immaginavano che sole e luna erano dei carri che volavano nel firmamento.
Si dice che AMATERASU (Amaterasu-o-mi-kami), figlia di Izanagi e di Izanami, dea del sole e progenitrice degli imperatori Giapponesi, litigò col fratello Susano-o dio della tempesta: uno da una parte e una dall'altra si insultavano, dalla loro rabbia nacquero altre divinità, che furono causa di ulteriori liti. Non potendone più della insolenza del fratello, Amaterasu si nascose in una grotta portando con se il sole, lasciando così il mondo nell'oscurità.
Gli dei cercarono di rabbonirla, facendogli dono di uno specchio, una collana e delle stoffe, ma non ottennero nessun risultato.
Allora gli mandarono Amano-uzume dea del riso e della danza: la dea si mise a ballare allegramente davanti alla grotta, incuriosita la dea uscì e così il sole tornò a splendere sulla terra.
Susano-o fu bandito in esilio a Izumo, dove sposò una fanciulla che stava per essere sacrificata ad un drago.
I loro discendenti regnarono in giappone finché non furono sottomessi dai discendenti di Amaterasu. (digilander.libero.it)

martedì 27 gennaio 2009

Paure

Quante paure attanagliano la nostra mente e il nostro cuore?
Non c'è paura più grande che aver paura...
Spesso ci frena la paura di non saper affrontare un qualcosa che non conosciamo, ma se mai affrontata come possiamo averne paura? Eppure è proprio l'ignoto, l'incognita che ci fa più terrore. Siamo umani e sbagliamo, ma abbiamo anche l'intelletto e possiamo rimediare ed ogni nuovo cammino, ogni nuova scelta ha incognite d'affrontare e non possiamo certo fermarci o sfuggirle.Non c'è ostacolo insormontabile se non nella nostra mente e nel nostro modo di viverlo.La paura può essere una buona amica che ti mette in guardia, ma "non lasciare che esse ostacolino la strada dei tuoi sogni."