domenica 25 gennaio 2009

Due cuori una capanna che fine hanno fatto? La coppia si forma in due

L'uomo cerca una compagna che lo completi ed il sogno più romantico di una donna è trovare l'amore che duri tutta la vita.
In questa società frenetica ed avida d'emozioni trovarsi è semplice, ma perdersi è ancora più facile, perché nessuno è più disposto a far sacrifici per il bene comune della coppia e alla prima difficoltà ci si vomita cattiverie e si manda in frantumi tutto.
Anche dove vivere è diventato motivo di discussione, perché le distanze da fidanzati si accorciano con la tecnologia (telefoni, internet ecc), ma poi quando si vuol convivere... senza contare quanto sia difficile, comunque, trovare casa.
Dove vivere dovrebbe essere subordinato allo star bene insieme: prima viene l'innamoramento, la conoscenza, la frequentazione, l'amore, la convivenza, l'accettazione dell'altro con le sue abitudini, le sue amicizie, le sue manie e si trova sintonia e armonia, ci si sente completati, anche rinunciando un po' alla vita che si faceva prima, per condividerne insieme una nuova.
Poi si decide, sempre insieme, dove vivere.
Se c'è tutto questo anche un buco a Canicatti va bene, se non c'è questo completamento, la convivenza, ovunque, potrebbe diventare orribile, un incubo, fatto di ripicche e rinfacci, da cui volersi svegliare.

sabato 24 gennaio 2009

Soli

 (solitudine_namysdreams.com)
Ci si può sentir soli anche tra la folla... solo è colui che si sente non compreso, emarginato da se stesso e dal prossimo, insoddisfatto di se stesso e dalla realtà che lo circonda. Spesso attribuiamo agli altri colpe che scaturiscono, principalmente, da noi stessi e, per non metterci in discussione, analizzando in modo introspettivo, obiettivo e corretto ogni aspetto del nostro stato d'animo, preferiamo crogiolarci nel nostro malessere, creandoci alibi e colpevoli.
Il concorso di colpa non viene mai preso in considerazione e così diventiamo anche ciclici, ricadendo spesso negli stessi malesseri...
Solo è chi aridamente si chiude in se stesso, non accettando di confrontarsi e trova rifugio nella propria disperazione, nell'angoscia notturna, che sembra non debba mai aver termine e non riconosce più quella mano tesa, pronta a sorreggerlo e a condurlo verso uno spiraglio di luce, anzi la disprezza e la allontana col suo cinismo e la sua rabbia, incredula a qualsiasi gesto fatto per amore e non per reconditi secondi fini diabolici.
Se uno guarda sembre il buio, la luce gli da fastidio e la sfugge anche se quella luce, nel tempo, potrebbe dargli calore e giovamento, non ha più la pazienza  e la voglia di accoglierla ed accettarla, forse perché vorrebbe esser lui luce per gli altri e non accetta che altri lo siano per lui.

venerdì 23 gennaio 2009

Il mio micro mondo


La vita mi ha portato ad esser fatalista:ogni giorno è un nuovo giorno e può sorprendermi.
Ascoltare ragazzi con problemi e farli sorridere, rileggendo foto, condividere studi, ansie e soddisfazioni col marito, sostenere un'amica, rassettar casa, facendo ginnastica e riflettere nei propri spazi... Sembra poco, ma è tutto il mio mondo, che ogni giorno si apre, con nuove piccole sorprese e imprevisti, che accolgo, a volte, con un "perché..." ,a volte, con un "ma...", a volte, con un semplice sorriso che rischiara ogni nube dei miei precedenti "perché" e "ma".
Tutto ha un senso e nulla succede per caso e prima o poi le risposte vengono date a chi ha la pazienza di aspettarle ed accoglierle.

giovedì 22 gennaio 2009

Libertà


"Si può davvero essere liberi? esiste davvero la libertà? o quello che chiamiamo libertà altro non è che la forma di schiavitù per noi più piacevole?" (SR.)
Rousseau direbbe:"La mia libertà finisce quando inizia la libertà altrui".
La libertà assoluta è utopistica, perché non può coesistere con le regole del vivere civile all'interno di una società.Anche solo il nostro pensiero confrontato con quello di altri, può essere deformato, condizionato, deviato in altre direzioni e, di conseguenza, il nostro agire.
Spesso restiamo schiavi proprio di tale confronto e la forma di schiavitù per noi più piacevole ci sembra la nostra libertà, mentre è solo indotta dal contesto in cui viviamo, con il quale ci confrontiamo e dal quale traiamo regole di condotta e spesso di pensiero.

mercoledì 21 gennaio 2009

Dare e ricevere

Dare presuppone la capacità di ricevere
che, paradossalmente, è più difficile...
Ricevere significa aprirsi,
accettare, senza riserva,
fare spazio dentro di noi
e ascoltare l'altro...

martedì 20 gennaio 2009

ORIGINE DELLA SUPERSTIZIONE

Se ne parla da sempre, da che ha avuto origine il mondo e la specie umana.
In ogni tempo ed in ogni cultura si trova una immagine ed una origine della superstizione.
Da un saggio sulle superstizioni medioevali il termine viene da "super-sto", essere al di sopra di.
La sua origine si può attribuire agli auguri, ai sacerdoti romani che praticavano la divinazione attraverso il volo degli uccelli, al movimento delle nubi, ed a tutti i segni provenienti dal cielo.
Essi si ponevano con lo sguardo verso il Sole ad est; ritenendo il nord a sinistra, il regno dei morti; scrutando la volta celeste da questa posizione, consideravano funesto ogni movimento che avesse origine a sinistra.
Da qui la deduzione e la radicata tradizione che tutto ciò che si inizia con la sinistra porta male.
Versare il vino con la mano sinistra, poggiare a terra per primo il piede sinistro alzandosi dal letto,e via di seguito.
Un breve viaggio nelle antiche tradizioni ci porta ad alcune credenze popolari tutt'ora in auge, foriere di cattivi presagi. Infausto è ritenuto un gatto nero che attraversi la strada ad un passante.
A uno specchio che si rompe si attribuiscono sette anni di guai.
L'anno bisestile è presagio di negatività, poiché il giorno in più sconvolge l'ordine naturale del tempo.
L'olio versato, ed il sale per terra, sono portatori di sciagure, l'uno perché è frutto dell'albero di olivo, riconosciuto come simbolo di pace, l'altro perché possiede energia purificante.
Anche incontrare un prete per strada è ritenuto funesto, dal testo talmudico: dove si volge l'occhio del  rabbino il grano inaridisce e la gente muore .
Forbici, aghi, spille, e tutti gli oggetti appuntiti, non si regalano perché manifestano acredine e rancore da parte del donatore.
Potremmo continuare questo lungo elenco con altri simboli e credenze, ma ci sembra doveroso, per la pace di tutti, per la buona  sorte  di tutti, parlare dei Talismani e degli Amuleti, alias quei simboli e quegli oggetti che hanno potere  apotropaico , capaci in breve, di allontanare il  "male", il "danno".
Il termine "amuleto" invece,  sembra avere origini etrusche o latine; deriverebbe, infatti, da "amoliri" nell accezione di allontanare, rimuovere.
Diversamente, l'amuleto, dal greco (telesma), rito, cosa consacrata, grazie alle positive proprietà contenute o consacratele, le trasferisce a chi lo indossa.
"Dulcis in fundo" la gestualità scaramantica, quella praticata da quasi ogni essere umano che si trovi in condizioni o al cospetto di cose, oggetti o persone di non certo beneaugurato aspetto.
Ma quali sono gli amuleti? I  talismani? E  presto detto!!!!
Le corna, la mano fallica, il cornetto, il corallo rosso, mettere sotto lo zerbino dei grani di sale grosso, tenere a portata di mano dell'aglio, ed anche in questo caso l'elenco potrebbe continuare a lungo.
Ricordiamoci che il talismano, come abbiamo detto, è qualcosa a cui è attribuito un particolare potere benefico; quasi impossibile considerarli tutti o quanto meno ricostruire l'origine.
Possono essere di qualsiasi natura, animale, vegetale, minerale.
Anche ad alcuni  colori e ad alcuni numeri è attribuito potere apotropaico.
L'arancione, simbolo della felicità, amore, spiritualità; l'Azzurro è considerato un colore sacro in quanto si ispira al manto della Vergine; il turchino, portatore di benefici influssi.
Ai numeri suddivisi in pari e dispari, in statici e dinamici, vengono attribuiti poteri benefici e malefici, addentrarci in questo ampio ed articolato argomento, senza peraltro averne lo spazio e la competenza, ci sembra inadeguato.
Il profilo fisico di uno iettatore? Eccolo: magro e pallido, naso ricurvo, occhi grandi simili a quelli del rospo, spesso coperti da occhiali neri. Iettatori si nasce o si diventa? Per lo più si nasce, e malauguratamente lo si  è per tutta la vita, fino alla morte. (Tratto da:"Les superstition" Paris 1988;trad.it. Medioevo superstizioso, Laterza Roma-Bari 1992 e da: Alfonso Maria Di Nola, "Magia e Cabala nell'ebraismo medievale" edizioni Crucci - alenapule.it)

Tra i tanti piccoli rituali quotidiani legati alla superstizione, e che accompagna e condiziona la giornata di moltissime persone vi è anche quella di considerare iattura il rovesciare il sale ...
... ( ovviamente non sui cibi ). Usualmente il rituale vuole che, in caso di accidentale rovesciamento del diffusissimo insaporitore gastronomico, si debbano prendere per tre volte un pizzico di sale rovesciato lanciandolo ( sempre 3 volte ) dietro le proprie spalle.
Ma da cosa o quale episodio nasce la diceria sulla iattura del sale rovesciato?
 Pare proprio che che la superstizione abbia una origine artistico religiosa. Infatti, osservando il famoso affresco detto "il Cenacolo " o " l'ultima Cena " di Leonardo Da vinci, si potrebbe osservare, vicino alla figura di Giuda Iscariota un contenitore di sale, una sorta di saliera dell'epoca, riversa sul tavolo, da questa immagine prenderebbe origine la superstizione che il sale rovesciato porti sfortuna.

Un'altra superstizione "pagana" ma legata alla religiosità Cristiana riguarda il numero 13 ( i 12 Apostoli + Nostro Signore ) ancora oggi, infatti molte persone marcatamente superstiziose preferiscono non raggruppare a tavola compagnie composte da tredici persone. (soprannaturale.it)

lunedì 19 gennaio 2009

QUAL'E' LA VERA CATENELLA FRAGILE DELLA CATENA DI MONTAGGIO?

Siamo tutti pronti a dare un euro per questa o quell'iniziativa benefica, ma quando c'è da aiutar fattivamente dove siamo?
E se ci siamo per quale motivo lo facciamo? Gratificazione personale o stipendio son le motivazioni più frequenti, a danno, di conseguenza, di chi veramente avrebbe bisogno di un aiuto disinteressato e umano.
C'è chi lavora con e per passione, chi per arrivare alla fine del mese e chi ha iniziato con tanto entusiasmo, ma poi, disilluso da chissà quali aspettative, manda tutto alla deriva e rende demotivati anche colleghi e collaboratori e tutto influenza negativamente la vita di chi prende loro come riferimento, creando danni esistenziali, spesso sottovalutati dalla società, che non colpevolizza i veri responsabili, ma si sofferma ad attribuire l'accaduto all'ultima "catenella" fragile della "catena di montaggio", giustificandolo proprio con il suo carattere debole e svogliato.
Seppur vero che tali elementi caratteriali sussistono, chi dovrebbe essere più forte e motivato, non dovrebbe aiutare i più "fragili" rafforzando con entusiasmo, sprone e spirito d'iniziativa la "catena" tutta?
Dovrebbe, invece è più facile colpevolizzare l'inerme, che non prendersi le proprie responsabilità e rimboccarsi le maniche agendo.
Ci son lavori che solo chi nasce con la vocazione dovrebbe fare, invece...

domenica 18 gennaio 2009

PERCHE' L'UOMO E' SEMPRE INSODDISFATTO DELLA SUA CONDIZIONE FINCHE' ESSA NON MUTA IN PEGGIO?

Solo perdendo impara ad apprezzare ciò che aveva, forse perché a quel punto la enfatizza e si pone domande inutili che iniziano sempre per "e se... avessi... e se non avessi...".
L'essere umano è sognatore per indole, ma spesso perde di vista il suo presente, per rincorrere un ideale fantastico, tale proprio perché non è realtà tangibile.
Quando arriva al traguardo tanto agoniato, lo guarda con cinismo, sminuendolo, togliendogli il valore, che in corsa gli aveva attribuito e si ritrova nuovamente in una condizione di insoddisfazione.
Il momento di gioia piena dura una frazione infinitesimale di secondo e poi... lo sguardo è già proiettato ad un futuro, a nuovi obiettivi, sottovalutando e tralasciando tutto quello che ha.
La vita è è anche il sogno che ci sorprendendiamo a fare, leggendo un libro o guardando un film, perché i sogni sono ricchezza per l'anima, gli amori distruttivi e impossibili, sognati, ci alimentano e fortificano,
ma la vita è soprattutto il cammino che ci costruiamo attimo per attimo, la realtà dell'istante che viviamo,  e desiderare ciò che si ha è la cosa migliore che possiamo provare.

mercoledì 14 gennaio 2009

Il peso esistenziale


Ci son giorni che aprir gli occhi ci pesa, alzarsi è trascinare la propria carcassa come zombi ed il resto del mondo ci appare come intruso fastidioso al nostro desiderio di onirico staticismo.
Ma un buon motivo per incominciare ci fa destare e la giornata si inizia a colorare di speranza.

martedì 13 gennaio 2009

GAIA... SEI SEMPRE NEI NOSTRI CUORI!

(spazioinwind.libero.it)

lunedì 12 gennaio 2009

Strategia di vita

Dare il peggio di sé per farsi accettare e per mettere alla prova i sentimenti è la strategia più stupida e la più breve per stancare l'altro.
In amore, come in qualunque rapporto umano, non ci sono strategie utili se non a complicare il rapporto stesso.
Presentarsi e farsi conoscere per ciò che si è, nel bene e nel male, con pregi e difetti e trovare punti d'incontro, a volte anche di scontro, per approfondire il rapporto e crescere insieme, arricchiti l'uno del sapere e del carisma dell'altro, questa ritengo, a mio modesto parere, sia l'unica vera strategia, per rendersi consapevoli se poter continuare un rapporto con l'altro, se c'è vera sintonia o semplice attrazione verso l'immagine che ci si era fatti di quella persona.
Tutto il resto è solo finzione.