Dare presuppone la capacità di ricevere
che, paradossalmente, è più difficile...
Ricevere significa aprirsi,
accettare, senza riserva,
fare spazio dentro di noi
e ascoltare l'altro...
mercoledì 21 gennaio 2009
martedì 20 gennaio 2009
ORIGINE DELLA SUPERSTIZIONE
Se ne parla da sempre, da che ha avuto origine il mondo e la specie umana.
In ogni tempo ed in ogni cultura si trova una immagine ed una origine della superstizione.
Da un saggio sulle superstizioni medioevali il termine viene da "super-sto", essere al di sopra di.
La sua origine si può attribuire agli auguri, ai sacerdoti romani che praticavano la divinazione attraverso il volo degli uccelli, al movimento delle nubi, ed a tutti i segni provenienti dal cielo.
Essi si ponevano con lo sguardo verso il Sole ad est; ritenendo il nord a sinistra, il regno dei morti; scrutando la volta celeste da questa posizione, consideravano funesto ogni movimento che avesse origine a sinistra.
Da qui la deduzione e la radicata tradizione che tutto ciò che si inizia con la sinistra porta male.
Versare il vino con la mano sinistra, poggiare a terra per primo il piede sinistro alzandosi dal letto,e via di seguito.
Un breve viaggio nelle antiche tradizioni ci porta ad alcune credenze popolari tutt'ora in auge, foriere di cattivi presagi. Infausto è ritenuto un gatto nero che attraversi la strada ad un passante.
A uno specchio che si rompe si attribuiscono sette anni di guai.
L'anno bisestile è presagio di negatività, poiché il giorno in più sconvolge l'ordine naturale del tempo.
L'olio versato, ed il sale per terra, sono portatori di sciagure, l'uno perché è frutto dell'albero di olivo, riconosciuto come simbolo di pace, l'altro perché possiede energia purificante.
Anche incontrare un prete per strada è ritenuto funesto, dal testo talmudico: dove si volge l'occhio del rabbino il grano inaridisce e la gente muore .
Forbici, aghi, spille, e tutti gli oggetti appuntiti, non si regalano perché manifestano acredine e rancore da parte del donatore.
Potremmo continuare questo lungo elenco con altri simboli e credenze, ma ci sembra doveroso, per la pace di tutti, per la buona sorte di tutti, parlare dei Talismani e degli Amuleti, alias quei simboli e quegli oggetti che hanno potere apotropaico , capaci in breve, di allontanare il "male", il "danno".
Il termine "amuleto" invece, sembra avere origini etrusche o latine; deriverebbe, infatti, da "amoliri" nell accezione di allontanare, rimuovere.
Diversamente, l'amuleto, dal greco (telesma), rito, cosa consacrata, grazie alle positive proprietà contenute o consacratele, le trasferisce a chi lo indossa.
"Dulcis in fundo" la gestualità scaramantica, quella praticata da quasi ogni essere umano che si trovi in condizioni o al cospetto di cose, oggetti o persone di non certo beneaugurato aspetto.
Ma quali sono gli amuleti? I talismani? E presto detto!!!!
Le corna, la mano fallica, il cornetto, il corallo rosso, mettere sotto lo zerbino dei grani di sale grosso, tenere a portata di mano dell'aglio, ed anche in questo caso l'elenco potrebbe continuare a lungo.
Ricordiamoci che il talismano, come abbiamo detto, è qualcosa a cui è attribuito un particolare potere benefico; quasi impossibile considerarli tutti o quanto meno ricostruire l'origine.
Possono essere di qualsiasi natura, animale, vegetale, minerale.
Anche ad alcuni colori e ad alcuni numeri è attribuito potere apotropaico.
L'arancione, simbolo della felicità, amore, spiritualità; l'Azzurro è considerato un colore sacro in quanto si ispira al manto della Vergine; il turchino, portatore di benefici influssi.
Ai numeri suddivisi in pari e dispari, in statici e dinamici, vengono attribuiti poteri benefici e malefici, addentrarci in questo ampio ed articolato argomento, senza peraltro averne lo spazio e la competenza, ci sembra inadeguato.
Il profilo fisico di uno iettatore? Eccolo: magro e pallido, naso ricurvo, occhi grandi simili a quelli del rospo, spesso coperti da occhiali neri. Iettatori si nasce o si diventa? Per lo più si nasce, e malauguratamente lo si è per tutta la vita, fino alla morte. (Tratto da:"Les superstition" Paris 1988;trad.it. Medioevo superstizioso, Laterza Roma-Bari 1992 e da: Alfonso Maria Di Nola, "Magia e Cabala nell'ebraismo medievale" edizioni Crucci - alenapule.it)
Tra i tanti piccoli rituali quotidiani legati alla superstizione, e che accompagna e condiziona la giornata di moltissime persone vi è anche quella di considerare iattura il rovesciare il sale ...
... ( ovviamente non sui cibi ). Usualmente il rituale vuole che, in caso di accidentale rovesciamento del diffusissimo insaporitore gastronomico, si debbano prendere per tre volte un pizzico di sale rovesciato lanciandolo ( sempre 3 volte ) dietro le proprie spalle.
Ma da cosa o quale episodio nasce la diceria sulla iattura del sale rovesciato?
Pare proprio che che la superstizione abbia una origine artistico religiosa. Infatti, osservando il famoso affresco detto "il Cenacolo " o " l'ultima Cena " di Leonardo Da vinci, si potrebbe osservare, vicino alla figura di Giuda Iscariota un contenitore di sale, una sorta di saliera dell'epoca, riversa sul tavolo, da questa immagine prenderebbe origine la superstizione che il sale rovesciato porti sfortuna.
Un'altra superstizione "pagana" ma legata alla religiosità Cristiana riguarda il numero 13 ( i 12 Apostoli + Nostro Signore ) ancora oggi, infatti molte persone marcatamente superstiziose preferiscono non raggruppare a tavola compagnie composte da tredici persone. (soprannaturale.it)
In ogni tempo ed in ogni cultura si trova una immagine ed una origine della superstizione.
Da un saggio sulle superstizioni medioevali il termine viene da "super-sto", essere al di sopra di.
La sua origine si può attribuire agli auguri, ai sacerdoti romani che praticavano la divinazione attraverso il volo degli uccelli, al movimento delle nubi, ed a tutti i segni provenienti dal cielo.
Essi si ponevano con lo sguardo verso il Sole ad est; ritenendo il nord a sinistra, il regno dei morti; scrutando la volta celeste da questa posizione, consideravano funesto ogni movimento che avesse origine a sinistra.
Da qui la deduzione e la radicata tradizione che tutto ciò che si inizia con la sinistra porta male.
Versare il vino con la mano sinistra, poggiare a terra per primo il piede sinistro alzandosi dal letto,e via di seguito.
Un breve viaggio nelle antiche tradizioni ci porta ad alcune credenze popolari tutt'ora in auge, foriere di cattivi presagi. Infausto è ritenuto un gatto nero che attraversi la strada ad un passante.
A uno specchio che si rompe si attribuiscono sette anni di guai.
L'anno bisestile è presagio di negatività, poiché il giorno in più sconvolge l'ordine naturale del tempo.
L'olio versato, ed il sale per terra, sono portatori di sciagure, l'uno perché è frutto dell'albero di olivo, riconosciuto come simbolo di pace, l'altro perché possiede energia purificante.
Anche incontrare un prete per strada è ritenuto funesto, dal testo talmudico: dove si volge l'occhio del rabbino il grano inaridisce e la gente muore .
Forbici, aghi, spille, e tutti gli oggetti appuntiti, non si regalano perché manifestano acredine e rancore da parte del donatore.
Potremmo continuare questo lungo elenco con altri simboli e credenze, ma ci sembra doveroso, per la pace di tutti, per la buona sorte di tutti, parlare dei Talismani e degli Amuleti, alias quei simboli e quegli oggetti che hanno potere apotropaico , capaci in breve, di allontanare il "male", il "danno".
Il termine "amuleto" invece, sembra avere origini etrusche o latine; deriverebbe, infatti, da "amoliri" nell accezione di allontanare, rimuovere.
Diversamente, l'amuleto, dal greco (telesma), rito, cosa consacrata, grazie alle positive proprietà contenute o consacratele, le trasferisce a chi lo indossa.
"Dulcis in fundo" la gestualità scaramantica, quella praticata da quasi ogni essere umano che si trovi in condizioni o al cospetto di cose, oggetti o persone di non certo beneaugurato aspetto.
Ma quali sono gli amuleti? I talismani? E presto detto!!!!
Le corna, la mano fallica, il cornetto, il corallo rosso, mettere sotto lo zerbino dei grani di sale grosso, tenere a portata di mano dell'aglio, ed anche in questo caso l'elenco potrebbe continuare a lungo.
Ricordiamoci che il talismano, come abbiamo detto, è qualcosa a cui è attribuito un particolare potere benefico; quasi impossibile considerarli tutti o quanto meno ricostruire l'origine.
Possono essere di qualsiasi natura, animale, vegetale, minerale.
Anche ad alcuni colori e ad alcuni numeri è attribuito potere apotropaico.
L'arancione, simbolo della felicità, amore, spiritualità; l'Azzurro è considerato un colore sacro in quanto si ispira al manto della Vergine; il turchino, portatore di benefici influssi.
Ai numeri suddivisi in pari e dispari, in statici e dinamici, vengono attribuiti poteri benefici e malefici, addentrarci in questo ampio ed articolato argomento, senza peraltro averne lo spazio e la competenza, ci sembra inadeguato.
Il profilo fisico di uno iettatore? Eccolo: magro e pallido, naso ricurvo, occhi grandi simili a quelli del rospo, spesso coperti da occhiali neri. Iettatori si nasce o si diventa? Per lo più si nasce, e malauguratamente lo si è per tutta la vita, fino alla morte. (Tratto da:"Les superstition" Paris 1988;trad.it. Medioevo superstizioso, Laterza Roma-Bari 1992 e da: Alfonso Maria Di Nola, "Magia e Cabala nell'ebraismo medievale" edizioni Crucci - alenapule.it)
Tra i tanti piccoli rituali quotidiani legati alla superstizione, e che accompagna e condiziona la giornata di moltissime persone vi è anche quella di considerare iattura il rovesciare il sale ...
... ( ovviamente non sui cibi ). Usualmente il rituale vuole che, in caso di accidentale rovesciamento del diffusissimo insaporitore gastronomico, si debbano prendere per tre volte un pizzico di sale rovesciato lanciandolo ( sempre 3 volte ) dietro le proprie spalle.
Ma da cosa o quale episodio nasce la diceria sulla iattura del sale rovesciato?
Pare proprio che che la superstizione abbia una origine artistico religiosa. Infatti, osservando il famoso affresco detto "il Cenacolo " o " l'ultima Cena " di Leonardo Da vinci, si potrebbe osservare, vicino alla figura di Giuda Iscariota un contenitore di sale, una sorta di saliera dell'epoca, riversa sul tavolo, da questa immagine prenderebbe origine la superstizione che il sale rovesciato porti sfortuna.
Un'altra superstizione "pagana" ma legata alla religiosità Cristiana riguarda il numero 13 ( i 12 Apostoli + Nostro Signore ) ancora oggi, infatti molte persone marcatamente superstiziose preferiscono non raggruppare a tavola compagnie composte da tredici persone. (soprannaturale.it)
lunedì 19 gennaio 2009
QUAL'E' LA VERA CATENELLA FRAGILE DELLA CATENA DI MONTAGGIO?
Siamo tutti pronti a dare un euro per questa o quell'iniziativa benefica, ma quando c'è da aiutar fattivamente dove siamo?
E se ci siamo per quale motivo lo facciamo? Gratificazione personale o stipendio son le motivazioni più frequenti, a danno, di conseguenza, di chi veramente avrebbe bisogno di un aiuto disinteressato e umano.
C'è chi lavora con e per passione, chi per arrivare alla fine del mese e chi ha iniziato con tanto entusiasmo, ma poi, disilluso da chissà quali aspettative, manda tutto alla deriva e rende demotivati anche colleghi e collaboratori e tutto influenza negativamente la vita di chi prende loro come riferimento, creando danni esistenziali, spesso sottovalutati dalla società, che non colpevolizza i veri responsabili, ma si sofferma ad attribuire l'accaduto all'ultima "catenella" fragile della "catena di montaggio", giustificandolo proprio con il suo carattere debole e svogliato.
Seppur vero che tali elementi caratteriali sussistono, chi dovrebbe essere più forte e motivato, non dovrebbe aiutare i più "fragili" rafforzando con entusiasmo, sprone e spirito d'iniziativa la "catena" tutta?
Dovrebbe, invece è più facile colpevolizzare l'inerme, che non prendersi le proprie responsabilità e rimboccarsi le maniche agendo.
Ci son lavori che solo chi nasce con la vocazione dovrebbe fare, invece...
E se ci siamo per quale motivo lo facciamo? Gratificazione personale o stipendio son le motivazioni più frequenti, a danno, di conseguenza, di chi veramente avrebbe bisogno di un aiuto disinteressato e umano.
C'è chi lavora con e per passione, chi per arrivare alla fine del mese e chi ha iniziato con tanto entusiasmo, ma poi, disilluso da chissà quali aspettative, manda tutto alla deriva e rende demotivati anche colleghi e collaboratori e tutto influenza negativamente la vita di chi prende loro come riferimento, creando danni esistenziali, spesso sottovalutati dalla società, che non colpevolizza i veri responsabili, ma si sofferma ad attribuire l'accaduto all'ultima "catenella" fragile della "catena di montaggio", giustificandolo proprio con il suo carattere debole e svogliato.
Seppur vero che tali elementi caratteriali sussistono, chi dovrebbe essere più forte e motivato, non dovrebbe aiutare i più "fragili" rafforzando con entusiasmo, sprone e spirito d'iniziativa la "catena" tutta?
Dovrebbe, invece è più facile colpevolizzare l'inerme, che non prendersi le proprie responsabilità e rimboccarsi le maniche agendo.
Ci son lavori che solo chi nasce con la vocazione dovrebbe fare, invece...
domenica 18 gennaio 2009
PERCHE' L'UOMO E' SEMPRE INSODDISFATTO DELLA SUA CONDIZIONE FINCHE' ESSA NON MUTA IN PEGGIO?
Solo perdendo impara ad apprezzare ciò che aveva, forse perché a quel punto la enfatizza e si pone domande inutili che iniziano sempre per "e se... avessi... e se non avessi...".
L'essere umano è sognatore per indole, ma spesso perde di vista il suo presente, per rincorrere un ideale fantastico, tale proprio perché non è realtà tangibile.
Quando arriva al traguardo tanto agoniato, lo guarda con cinismo, sminuendolo, togliendogli il valore, che in corsa gli aveva attribuito e si ritrova nuovamente in una condizione di insoddisfazione.
Il momento di gioia piena dura una frazione infinitesimale di secondo e poi... lo sguardo è già proiettato ad un futuro, a nuovi obiettivi, sottovalutando e tralasciando tutto quello che ha.
La vita è è anche il sogno che ci sorprendendiamo a fare, leggendo un libro o guardando un film, perché i sogni sono ricchezza per l'anima, gli amori distruttivi e impossibili, sognati, ci alimentano e fortificano,
ma la vita è soprattutto il cammino che ci costruiamo attimo per attimo, la realtà dell'istante che viviamo, e desiderare ciò che si ha è la cosa migliore che possiamo provare.
L'essere umano è sognatore per indole, ma spesso perde di vista il suo presente, per rincorrere un ideale fantastico, tale proprio perché non è realtà tangibile.
Quando arriva al traguardo tanto agoniato, lo guarda con cinismo, sminuendolo, togliendogli il valore, che in corsa gli aveva attribuito e si ritrova nuovamente in una condizione di insoddisfazione.
Il momento di gioia piena dura una frazione infinitesimale di secondo e poi... lo sguardo è già proiettato ad un futuro, a nuovi obiettivi, sottovalutando e tralasciando tutto quello che ha.
La vita è è anche il sogno che ci sorprendendiamo a fare, leggendo un libro o guardando un film, perché i sogni sono ricchezza per l'anima, gli amori distruttivi e impossibili, sognati, ci alimentano e fortificano,
ma la vita è soprattutto il cammino che ci costruiamo attimo per attimo, la realtà dell'istante che viviamo, e desiderare ciò che si ha è la cosa migliore che possiamo provare.
mercoledì 14 gennaio 2009
Il peso esistenziale
Ci son giorni che aprir gli occhi ci pesa, alzarsi è trascinare la propria carcassa come zombi ed il resto del mondo ci appare come intruso fastidioso al nostro desiderio di onirico staticismo.
Ma un buon motivo per incominciare ci fa destare e la giornata si inizia a colorare di speranza.
martedì 13 gennaio 2009
lunedì 12 gennaio 2009
Strategia di vita
Dare il peggio di sé per farsi accettare e per mettere alla prova i sentimenti è la strategia più stupida e la più breve per stancare l'altro.
In amore, come in qualunque rapporto umano, non ci sono strategie utili se non a complicare il rapporto stesso.
Presentarsi e farsi conoscere per ciò che si è, nel bene e nel male, con pregi e difetti e trovare punti d'incontro, a volte anche di scontro, per approfondire il rapporto e crescere insieme, arricchiti l'uno del sapere e del carisma dell'altro, questa ritengo, a mio modesto parere, sia l'unica vera strategia, per rendersi consapevoli se poter continuare un rapporto con l'altro, se c'è vera sintonia o semplice attrazione verso l'immagine che ci si era fatti di quella persona.
Tutto il resto è solo finzione.
In amore, come in qualunque rapporto umano, non ci sono strategie utili se non a complicare il rapporto stesso.
Presentarsi e farsi conoscere per ciò che si è, nel bene e nel male, con pregi e difetti e trovare punti d'incontro, a volte anche di scontro, per approfondire il rapporto e crescere insieme, arricchiti l'uno del sapere e del carisma dell'altro, questa ritengo, a mio modesto parere, sia l'unica vera strategia, per rendersi consapevoli se poter continuare un rapporto con l'altro, se c'è vera sintonia o semplice attrazione verso l'immagine che ci si era fatti di quella persona.
Tutto il resto è solo finzione.
giovedì 8 gennaio 2009
C'è un tempo...
"Per tutto c’è il suo tempo, c’è il suo momento per ogni cosa sotto il cielo:
un tempo per nascere e un tempo per morire;
un tempo per piantare e un tempo per sradicare ciò che è piantato;
un tempo per uccidere e un tempo per guarire; un tempo per demolire e un tempo per costruire;
un tempo per piangere e un tempo per ridere; un tempo per far cordoglio e un tempo per ballare;
un tempo per gettar via pietre e un tempo per raccoglierle;
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci;
un tempo per cercare e un tempo per perdere;
un tempo per conservare e un tempo per buttar via;
un tempo per strappare e un tempo per cucire;
un tempo per tacere e un tempo per parlare;
un tempo per amare e un tempo per odiare;
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
Che profitto trae dalla sua fatica colui che lavora?
Io ho visto le occupazioni che Dio dà agli uomini perché vi si affatichino.
Dio ha fatto ogni cosa bella al suo tempo:
egli ha perfino messo nei loro cuori il pensiero dell’eternità, sebbene l’uomo non possa comprendere dal principio alla fine l’opera che Dio ha fatto.
Io ho riconosciuto che non c’è nulla di meglio per loro del rallegrarsi e del procurarsi del benessere durante la loro vita,
ma che se uno mangia, beve e gode del benessere in mezzo a tutto il suo lavoro, è un dono di Dio.
Io ho riconosciuto che tutto quel che Dio fa è per sempre;
non c’è niente da aggiungervi, niente da togliervi;
e che Dio fa così perché gli uomini lo temano.
Ciò che è, è già stato prima, e ciò che sarà è già stato, e Dio riconduce ciò che è passato."
(Ecclesiaste 3, 1-15 / Luca evangelista 10, 38-42)
Lo stigma, il pregiudizio, l'indifferenza, invidie e gelosie...
per certi mali c'è sempre tempo PURTROPPO e son quelli che più fan paura, isolano e fan sentir alieni chi cerca di combatterli,
ma MAI perder la speranza nei progetti in cui si crede fermamente ...
dietro le nuvole anche più cupe c'è sempre il sereno che torna!
un tempo per nascere e un tempo per morire;
un tempo per piantare e un tempo per sradicare ciò che è piantato;
un tempo per uccidere e un tempo per guarire; un tempo per demolire e un tempo per costruire;
un tempo per piangere e un tempo per ridere; un tempo per far cordoglio e un tempo per ballare;
un tempo per gettar via pietre e un tempo per raccoglierle;
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci;
un tempo per cercare e un tempo per perdere;
un tempo per conservare e un tempo per buttar via;
un tempo per strappare e un tempo per cucire;
un tempo per tacere e un tempo per parlare;
un tempo per amare e un tempo per odiare;
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
Che profitto trae dalla sua fatica colui che lavora?
Io ho visto le occupazioni che Dio dà agli uomini perché vi si affatichino.
Dio ha fatto ogni cosa bella al suo tempo:
egli ha perfino messo nei loro cuori il pensiero dell’eternità, sebbene l’uomo non possa comprendere dal principio alla fine l’opera che Dio ha fatto.
Io ho riconosciuto che non c’è nulla di meglio per loro del rallegrarsi e del procurarsi del benessere durante la loro vita,
ma che se uno mangia, beve e gode del benessere in mezzo a tutto il suo lavoro, è un dono di Dio.
Io ho riconosciuto che tutto quel che Dio fa è per sempre;
non c’è niente da aggiungervi, niente da togliervi;
e che Dio fa così perché gli uomini lo temano.
Ciò che è, è già stato prima, e ciò che sarà è già stato, e Dio riconduce ciò che è passato."
(Ecclesiaste 3, 1-15 / Luca evangelista 10, 38-42)
Lo stigma, il pregiudizio, l'indifferenza, invidie e gelosie...
per certi mali c'è sempre tempo PURTROPPO e son quelli che più fan paura, isolano e fan sentir alieni chi cerca di combatterli,
ma MAI perder la speranza nei progetti in cui si crede fermamente ...
dietro le nuvole anche più cupe c'è sempre il sereno che torna!
mercoledì 7 gennaio 2009
Venirsi incontro
Guardo l'inquietudine negli occhi d'una giovane trent'enne, resa cinica da un modello familiare problematico e condizionante e disillusa da tante promesse d'amore, sfumate al primo venticello d'autunno.
Sembra voglia rivalersi di questo mondo, che non la comprende, la sfrutta e poi la butta via.
Ma non è proprio così, non tutto è bianco o nero, quelle sfumature, che lei tralascia, sono l'essenza del dolce attimo goduto,
senza andar oltre, già proiettati ad un possibile finale.
La negatività del mondo è realtà, ma perché guardare sempre e solo possibili secondi fini, intrighi e sotterfugi, quando si può ammirare la limpidezza d'una sorgente, colori caldi d'un tramonto, una rosa rossa, offerta per trasporto e non per inganno...?
Guardare il passato negli occhi del suo lui è rivalersi su chi non centra nulla e non dare a lui la possibilità di dimostrarle, a modo suo, quell'amore, che noi abbiamo visto nei suoi occhi, un pò tristi, quando lei gli rinfacciava che tanti le avevano detto di volere un figlio da lei.
Ogni dolce parola smorzata dalle paure di lei danno dolore a chi le dice col cuore e, alla lunga, potrebbero allontanarlo del tutto.
Respingere non è farsi amare!
E poi certo che il mondo è nero, lei fa di tutto perché lo sia, anche quando basterebbe un sorriso e venirsi incontro,
accogliendo l'altro per quello che è e non per i bastardi che gli altri sono stati con lei.
Lei risponde: "L'erba del vicino sembra sempre più buona..." -
"Ok sbaglieremo noi!" Ma...
Vorrei tanto aiutarla, con l'umile esperienza personale, non perché io sia un esempio da seguire, e non per mostrare la mia vita migliore della sua, come lei pensa, ma perché a volte basterebbe tanto poco per venirsi incontro, vorrei vederla felice e posso solo esserle amica con il mio ascolto, il mio parere e consiglio ed accettare, poi, anche, il suo dolore autoinflitto, seppure non comprendendolo, offrendole il mio affetto incondizionato, ma prima combatto per lei, perché possa non soffrire.
Spesso però vengo fraintesa ed allora mi metto in un angolo ed aspetto il suo ritorno.
Ti voglio bene incondizionatamente!
Sembra voglia rivalersi di questo mondo, che non la comprende, la sfrutta e poi la butta via.
Ma non è proprio così, non tutto è bianco o nero, quelle sfumature, che lei tralascia, sono l'essenza del dolce attimo goduto,
senza andar oltre, già proiettati ad un possibile finale.
La negatività del mondo è realtà, ma perché guardare sempre e solo possibili secondi fini, intrighi e sotterfugi, quando si può ammirare la limpidezza d'una sorgente, colori caldi d'un tramonto, una rosa rossa, offerta per trasporto e non per inganno...?
Guardare il passato negli occhi del suo lui è rivalersi su chi non centra nulla e non dare a lui la possibilità di dimostrarle, a modo suo, quell'amore, che noi abbiamo visto nei suoi occhi, un pò tristi, quando lei gli rinfacciava che tanti le avevano detto di volere un figlio da lei.
Ogni dolce parola smorzata dalle paure di lei danno dolore a chi le dice col cuore e, alla lunga, potrebbero allontanarlo del tutto.
Respingere non è farsi amare!
E poi certo che il mondo è nero, lei fa di tutto perché lo sia, anche quando basterebbe un sorriso e venirsi incontro,
accogliendo l'altro per quello che è e non per i bastardi che gli altri sono stati con lei.
Lei risponde: "L'erba del vicino sembra sempre più buona..." -
"Ok sbaglieremo noi!" Ma...
Vorrei tanto aiutarla, con l'umile esperienza personale, non perché io sia un esempio da seguire, e non per mostrare la mia vita migliore della sua, come lei pensa, ma perché a volte basterebbe tanto poco per venirsi incontro, vorrei vederla felice e posso solo esserle amica con il mio ascolto, il mio parere e consiglio ed accettare, poi, anche, il suo dolore autoinflitto, seppure non comprendendolo, offrendole il mio affetto incondizionato, ma prima combatto per lei, perché possa non soffrire.
Spesso però vengo fraintesa ed allora mi metto in un angolo ed aspetto il suo ritorno.
Ti voglio bene incondizionatamente!
martedì 6 gennaio 2009
La befana per noi
La pre-befana a Gubbio al crepuscolo:uno spettacolo di colori rossastri fusi allo scintillio dell'albero,
romanticamente unico!
Serata in casa con il maritino che fremeva come un bimbo e la befana è dovuta arrivare alle 22:00, invece della canonica mezzanotte.
Quest'anno è solo una calzetta, che ci siamo divisi con tanto amore ed era piena di dolcetti per lui, una stecca di sigarette, un mini Thun riccetto, un paio di babbucce simpatiche per me e cioccolata fodente al cherry e cili, che abbiamo iniziato con una buona birra.
Avevo gli occhi lucidi dall'emozione...
Oggi è la befana: non nevica se no starei già fuori a far pupazzi, ma ho messo due pupazzetti di neve alle finestre del bagno e della nostra camera da letto e sul divano le due calzette vuote abbracciate.
Sono sciocchezze, ma per noi son dei piccoli gesti, per sorprender l'un l'altro con dolcezza, cosine che ci riscaldano con amore.
LA BEFANA
La Befana è una vecchia brutta e gobba, con il naso adunco e il mento aguzzo, vestita di stracci e coperta di fuliggine, perchè entra nelle case attraverso la cappa del camino.
Infatti la notte tra il 5 e il 6 gennaio, mentre tutti dormono infila doni e dolcetti nelle calze dei bambini appese al caminetto.
Ai bambini buoni lascia caramelle e dolcetti, a quelli cattivi lascia pezzi di carbone.
La Befana si festeggia nel giorno dell'Epifania, che di solito chiude le vacanze natalizie.
Il termine "Befana" deriva dal greco "Epifania" che significa "apparizione, manifestazione".
Avvenne nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio che i Re Magi fecero visita a Gesù per offrirgli oro, incenso e mirra.
Anche la Befana apparve nei cieli, a cavallo della sua scopa, ad elargire doni o carbone, a seconda che i bambini siano stati buoni o cattivi.
Una leggenda spiega la coincidenza così:
una sera di un inverno freddissimo, bussarono alla porticina della casa della Befana tre personaggi elegantemente vestiti: erano i Re Magi che, da molto lontano, si erano messi in cammino per rendere omaggio al bambino Gesù.
Le chiesero dov'era la strada per Betlemme e la vecchietta indicò loro il cammino ma, nonostante le loro insistenze lei non si unì a loro perché aveva troppe faccende da sbrigare.
Dopo che i Re Magi se ne furono andati sentì che aveva sbagliato a rifiutare il loro invito e decise di raggiungerli.
Uscì a cercarli ma non riusciva a trovarli.
Così bussò ad ogni porta lasciando un dono ad ogni bambino nella speranza che uno di loro fosse Gesù.
Così, da allora ha continuato per millenni, nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio a cavallo della sua scopa...
Richiesta a furor di popolo, dopo qualche anno di ingiusto esilio, la ricorrenza della Befana ritorna il 6 gennaio a mettere fine al ciclo dei dodici giorni successivi al Natale.
Nella più pura tradizione popolare Italiana la befana, scende nelle case attraverso le cappe dei camini, che simbolicamente raffigurano un punto di comunicazione tra la terra e il cielo e distribuisce due tipi di doni:quelli buoni che sono il presagio di buone novità della stagione che verrà e il carbone, che, invece, è il residuo del passato.
"La Befana ha portato un po' di carbone perché siete stati un po' cattivi, però, ha portato anche i dolci perché dovete essere buoni": erano queste le frasi che accompagnavano la mattina l'apertura delle calze dove, immancabilmente tra dolci, e fichi secchi, trovavano posto, oltre al carbone, anche cipolle, castagne, patate, mele, noci, noccioli e altri prodotti della terra.
Nella Befana si possono trovare, dunque, i presagi delle buone novità della primavera, la stagione da tutti attesa. Essi sono simboleggiati dai doni infilati nella calza di lana (un indumento, non scelto a caso, e, peraltro, fondamentale, nelle campagne, per affrontare il cammino e il lavoro dell'anno nuovo)
Oltre che in Italia troviamo il culto della Befana in varie parti del mondo: dalla Persia alla Normandia, dalla Russia all'Africa del Nord.
In tale culto, molti, rintracciano il mito della Dea genitrice primordiale, signora della vita e della morte, della rigenerazione della Natura.
Per altri, nella sua figura, la Befana riassume l'immagine della Dea antenata custode del focolare, luogo sacro della casa. E non è un caso se si serve, proprio dei camini, per introdurre l' allegria nelle case, svolazzando con la sua fantastica scopa. (carabefana.it)
Infatti la notte tra il 5 e il 6 gennaio, mentre tutti dormono infila doni e dolcetti nelle calze dei bambini appese al caminetto.
Ai bambini buoni lascia caramelle e dolcetti, a quelli cattivi lascia pezzi di carbone.
La Befana si festeggia nel giorno dell'Epifania, che di solito chiude le vacanze natalizie.
Il termine "Befana" deriva dal greco "Epifania" che significa "apparizione, manifestazione".
Avvenne nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio che i Re Magi fecero visita a Gesù per offrirgli oro, incenso e mirra.
Anche la Befana apparve nei cieli, a cavallo della sua scopa, ad elargire doni o carbone, a seconda che i bambini siano stati buoni o cattivi.
Una leggenda spiega la coincidenza così:
una sera di un inverno freddissimo, bussarono alla porticina della casa della Befana tre personaggi elegantemente vestiti: erano i Re Magi che, da molto lontano, si erano messi in cammino per rendere omaggio al bambino Gesù.
Le chiesero dov'era la strada per Betlemme e la vecchietta indicò loro il cammino ma, nonostante le loro insistenze lei non si unì a loro perché aveva troppe faccende da sbrigare.
Dopo che i Re Magi se ne furono andati sentì che aveva sbagliato a rifiutare il loro invito e decise di raggiungerli.
Uscì a cercarli ma non riusciva a trovarli.
Così bussò ad ogni porta lasciando un dono ad ogni bambino nella speranza che uno di loro fosse Gesù.
Così, da allora ha continuato per millenni, nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio a cavallo della sua scopa...
Richiesta a furor di popolo, dopo qualche anno di ingiusto esilio, la ricorrenza della Befana ritorna il 6 gennaio a mettere fine al ciclo dei dodici giorni successivi al Natale.
Nella più pura tradizione popolare Italiana la befana, scende nelle case attraverso le cappe dei camini, che simbolicamente raffigurano un punto di comunicazione tra la terra e il cielo e distribuisce due tipi di doni:quelli buoni che sono il presagio di buone novità della stagione che verrà e il carbone, che, invece, è il residuo del passato.
"La Befana ha portato un po' di carbone perché siete stati un po' cattivi, però, ha portato anche i dolci perché dovete essere buoni": erano queste le frasi che accompagnavano la mattina l'apertura delle calze dove, immancabilmente tra dolci, e fichi secchi, trovavano posto, oltre al carbone, anche cipolle, castagne, patate, mele, noci, noccioli e altri prodotti della terra.
Nella Befana si possono trovare, dunque, i presagi delle buone novità della primavera, la stagione da tutti attesa. Essi sono simboleggiati dai doni infilati nella calza di lana (un indumento, non scelto a caso, e, peraltro, fondamentale, nelle campagne, per affrontare il cammino e il lavoro dell'anno nuovo)
Oltre che in Italia troviamo il culto della Befana in varie parti del mondo: dalla Persia alla Normandia, dalla Russia all'Africa del Nord.
In tale culto, molti, rintracciano il mito della Dea genitrice primordiale, signora della vita e della morte, della rigenerazione della Natura.
Per altri, nella sua figura, la Befana riassume l'immagine della Dea antenata custode del focolare, luogo sacro della casa. E non è un caso se si serve, proprio dei camini, per introdurre l' allegria nelle case, svolazzando con la sua fantastica scopa. (carabefana.it)
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