L'istinto ci manda le avvisaglie, i sensi le acquisiscono e la ragione li razionalizza, ma spesso preferiamo non seguirle, per approfondire la nostra conoscenza ed acquietare i nostri dubbi.
L'istinto ci guida, ma tanti fattori, anche contrastanti, influenzano le nostre scelte: non siamo così presuntuosi da seguire ciecamente e solo il nostro istinto e permettiamo che l'altro si manifesti, prima di decidere, per sfatare ogni dubbio.
Una chanse ed una seconda opportunità le si danno a tutti, anche se questo può portare solenni delusi.
Delusi, ma senza rimpianti!
La gente può smussare il carattere, cambia atteggiamenti, idee e modo di pensare, le esperienze di vita portano a farlo, per amore rinuncia a tutto, ma non cambia la propria natura!
Le persone non mi sorprendono più, perché non chiedo e non mi aspetto nulla da loro, tutto quello che di positivo mi possono trasmettere è ben accolto, ma non smetterò mai di accanirmi contro le ingiustizie, perché sono un'idealista.
Ognuno di noi esiste perché tassello fondamentale di tutto "l'ingranaggio", se fallato va eliminato, ma quel fallo permette di scoprirne altri logori o peggiori, quindi comunque è servito!
Niente è indispensabile, tutto serve e nulla accade per caso!
giovedì 4 dicembre 2008
LA FARFALLA
La farfalla è il simbolo del processo di trasformazione che porta verso le cose d'ordine superiore. Essa ci insegna a trasformare la nostra vita consapevolmente, a creare nella realtà situazioni del tutto nuove, a realizzare i nostri desideri più profondi. Ogni nuova idea e ogni piccolo passo verso la nostra auto-realizzazione si rispecchia nel processo di sviluppo della farfalla. Nella fase dell'uovo essa rappresenta la nascita di un'idea; nello stadio di larva indica il momento in cui si deve decidere se questa idea va realizzata oppure no; come bozzolo insegna a entrare in noi stessi per legare questa idea al nostro essere interiore. Infine la nascita della farfalla è anche la nascita di una nuova realtà: ora possiamo dividere con gli altri la gioia di una nuova creazione.
Queste quattro fasi della trasformazione hanno luogo in maniera costante nel corso della nostra vita, poiché sono essenziali alla nostra evoluzione interiore.
La forza della farfalla ci insegna e aiuta insomma a dare ordine al nostro pensiero e a decidere coscientemente il prossimo passo da compiere.(www.indianiamericani.it)
mercoledì 3 dicembre 2008
L'infinito mondo che siamo noi
Un raggio di sole che filtra dalla finestra e si scompone su di un prisma
per qualcuno può esser l'arcobaleno della sua giornata
per altri è solo un fenomeno di diffrazione della luce.
Una pioggia grigiastra può esser presagio funesto e depressione,
per altri solo pioggia sporca.
Un granello di sabbia brilluccicante può esser una stella, che riscalda il cuore,
per altri solo sabbia...
è la sensibilità che ci differenzia, lo sguardo sul mondo ci porta nell'infinito o sotto terra!
per qualcuno può esser l'arcobaleno della sua giornata
per altri è solo un fenomeno di diffrazione della luce.
Una pioggia grigiastra può esser presagio funesto e depressione,
per altri solo pioggia sporca.
Un granello di sabbia brilluccicante può esser una stella, che riscalda il cuore,
per altri solo sabbia...
è la sensibilità che ci differenzia, lo sguardo sul mondo ci porta nell'infinito o sotto terra!
ISIDE
Iside o Isis o Isi (in lingua egiziana Aset cioè trono), originaria del Delta, è la dea della maternità e della fertilità nella mitologia egizia. Divinità in origine celeste, associata alla regalità (il suo geroglifico include la parola per "trono"), faceva parte dell'Enneade.
Mito
Figlia di Nut e Geb, sorella di Nefti,Seth ed Osiride, di cui fu anche sposa e dal quale ebbe Horus.. Secondo il mito, raccontato nei Testi delle Piramidi e da Plutarco nel suo Iside ed Osiride, con l'aiuto della sorella Nefti assemblò le parti del corpo di Osiride, riportandolo alla vita. Per questo era considerata una divinità associata alla magia ed all' oltretomba. Aiutò a civilizzare il mondo; istituì il matrimonio e insegnò alle donne le arti domestiche.
Iconografia
Iside è spesso simboleggiata da una vacca, in associazione con Hathor, ed è raffigurata con le corna bovine, tra le quali è racchiuso il sole. Nell'iconografia è rappresentata spesso come un falco o come una donna con ali di uccello e simboleggia il vento. In forma alata è anche dipinta sui sarcofagi nell’atto di prendere l’anima tra le ali per condurla a nuova vita. Solitamente viene raffigurata con una donna vestita, con in testa il simbolo del trono, che tiene in mano un loto, simbolo della fertilità o l'uadj. Frequenti anche le rappresentazioni della dea mentre allatta il figlio Horo. Il suo simbolo è il tiet, chiamato anche nodo isiaco.
Culto
Iside, venerata spesso in associazione con il dio Serapide, fu una delle divinità più famose di tutto il bacino del Mar Mediterraneo. Dall'epoca tolemaica la venerazione per la dea, simbolo di sposa e madre e protettrice dei naviganti, si diffuse nel mondo ellenistico, fino a Roma. Da qui il suo culto, diventato misterico per i legami della dea con il mondo ultraterreno e nonostante all'inizio fosse ostacolato, dilagò in tutto l'Impero Romano. Nel sincretismo tipico della religione romana Iside venne assimilata con molte divinità femminili locali, quali Cibele, Demetra e Cerere, e molti templi furono innalzati in suo onore in Euroa,Africa ed Asia. Il più famoso fu quello di File, l'ultimo tempio pagano ad essere chiuso nel VI secolo. Durante il suo sviluppo nell' Impero il culto di Iside si contraddistinse per processioni e feste in onore della dea molto festose e ricche. Le sacerdotesse della dea vestivano solitamente in bianco e si adornavano di fiori; a Roma, probabilmente a frutto dell' influenza del culto autoctono di Vesta, dedicavano talvolta la loro castità alla dea Iside. La decadenza nel Mediterraneo del culto di Iside fu per lo più determinata da nuove religioni misteriche quali lo Zoroastrismo e lo stesso Cristianesimo.
Iside e la Vergine
Esistono tratti comuni nell'iconografia relativa a queste due figure, ed è ragionevole supporre che già l'arte paleocristiana si sia ispirata alla raffigurazione classica di Iside per rappresentare la figura di Maria: la comunanza in vari dipinti si ritrova per esempio nei tratti delicati ed eterei, nel tenere entrambe in braccio un infante, che è Gesù Bambino nel caso della Madonna ed Horus per Iside.
Ancora, con il primo vero affermarsi del Cristianesimo nell' Impero Romano, sotto imperatori come Costantino I e Teodosio I e con il conseguente rifiuto e persecuzione delle altre religioni a Roma e nei domini, il fatto che vari templi consacrati ad Iside siano stati riadattati e consacrati come basiliche dedicate alla Vergine, così come a volte modificati i dipinti e le opere raffiguranti la dea egiziana, ha sicuramente aiutato l'accomunarsi delle due figure a livello iconografico.
Inno a Iside
Rinvenuto a Nag Hammadi, Egitto; risalente al III-IV secolo a.C.:
Perché io sono la prima e l’ ultima
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la madre e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli,
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono Colei che dà alla luce e Colei che non ha mai partorito,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che nutrì la mia fertilità,
Io sono la Madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli è il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Poiché io sono la Scandalosa e la Magnifica. (wikipedia.org)
Mito
Figlia di Nut e Geb, sorella di Nefti,Seth ed Osiride, di cui fu anche sposa e dal quale ebbe Horus.. Secondo il mito, raccontato nei Testi delle Piramidi e da Plutarco nel suo Iside ed Osiride, con l'aiuto della sorella Nefti assemblò le parti del corpo di Osiride, riportandolo alla vita. Per questo era considerata una divinità associata alla magia ed all' oltretomba. Aiutò a civilizzare il mondo; istituì il matrimonio e insegnò alle donne le arti domestiche.
Iconografia
Iside è spesso simboleggiata da una vacca, in associazione con Hathor, ed è raffigurata con le corna bovine, tra le quali è racchiuso il sole. Nell'iconografia è rappresentata spesso come un falco o come una donna con ali di uccello e simboleggia il vento. In forma alata è anche dipinta sui sarcofagi nell’atto di prendere l’anima tra le ali per condurla a nuova vita. Solitamente viene raffigurata con una donna vestita, con in testa il simbolo del trono, che tiene in mano un loto, simbolo della fertilità o l'uadj. Frequenti anche le rappresentazioni della dea mentre allatta il figlio Horo. Il suo simbolo è il tiet, chiamato anche nodo isiaco.
Culto
Iside, venerata spesso in associazione con il dio Serapide, fu una delle divinità più famose di tutto il bacino del Mar Mediterraneo. Dall'epoca tolemaica la venerazione per la dea, simbolo di sposa e madre e protettrice dei naviganti, si diffuse nel mondo ellenistico, fino a Roma. Da qui il suo culto, diventato misterico per i legami della dea con il mondo ultraterreno e nonostante all'inizio fosse ostacolato, dilagò in tutto l'Impero Romano. Nel sincretismo tipico della religione romana Iside venne assimilata con molte divinità femminili locali, quali Cibele, Demetra e Cerere, e molti templi furono innalzati in suo onore in Euroa,Africa ed Asia. Il più famoso fu quello di File, l'ultimo tempio pagano ad essere chiuso nel VI secolo. Durante il suo sviluppo nell' Impero il culto di Iside si contraddistinse per processioni e feste in onore della dea molto festose e ricche. Le sacerdotesse della dea vestivano solitamente in bianco e si adornavano di fiori; a Roma, probabilmente a frutto dell' influenza del culto autoctono di Vesta, dedicavano talvolta la loro castità alla dea Iside. La decadenza nel Mediterraneo del culto di Iside fu per lo più determinata da nuove religioni misteriche quali lo Zoroastrismo e lo stesso Cristianesimo.
Iside e la Vergine
Esistono tratti comuni nell'iconografia relativa a queste due figure, ed è ragionevole supporre che già l'arte paleocristiana si sia ispirata alla raffigurazione classica di Iside per rappresentare la figura di Maria: la comunanza in vari dipinti si ritrova per esempio nei tratti delicati ed eterei, nel tenere entrambe in braccio un infante, che è Gesù Bambino nel caso della Madonna ed Horus per Iside.
Ancora, con il primo vero affermarsi del Cristianesimo nell' Impero Romano, sotto imperatori come Costantino I e Teodosio I e con il conseguente rifiuto e persecuzione delle altre religioni a Roma e nei domini, il fatto che vari templi consacrati ad Iside siano stati riadattati e consacrati come basiliche dedicate alla Vergine, così come a volte modificati i dipinti e le opere raffiguranti la dea egiziana, ha sicuramente aiutato l'accomunarsi delle due figure a livello iconografico.
Inno a Iside
Rinvenuto a Nag Hammadi, Egitto; risalente al III-IV secolo a.C.:
Perché io sono la prima e l’ ultima
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la madre e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli,
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono Colei che dà alla luce e Colei che non ha mai partorito,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che nutrì la mia fertilità,
Io sono la Madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli è il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Poiché io sono la Scandalosa e la Magnifica. (wikipedia.org)
Occhi aperti
A volte si vorrebbe tenere gli occhi chiusi, perché aprirli fa troppo male,
ma anche questa è la vita ed il suo fascino è nelle sfumature,
nelle ombre e nella luce, nel buio che porta sempre al sorgere del sole.
ma anche questa è la vita ed il suo fascino è nelle sfumature,
nelle ombre e nella luce, nel buio che porta sempre al sorgere del sole.
PSICHE ED EROS
"Psiche è una bellissima principessa, così bella da causare l'invidia di Venere. La Dea invia suo figlio Eros perché la faccia innamorare dell'uomo più brutto e avaro della terra, perché Psiche sia coperta dalla vergogna di questa relazione. Ma il Dio,eros, si innamora della mortale, e con l'aiuto di Zefiro, la trasporta al suo palazzo, dove, imponendo che gli incontri avvengano al buio per non incorrere nelle ire della madre Venere, la fa sua. Ogni notte Eros va alla ricerca di Psiche, ogni notte i due bruciano la loro passione in un amore che mai mortale aveva conosciuto. Psiche è dunque prigioniera nel castello di Eros, legata da una passione che le travolge i sensi. Una notte Psiche, istigata dalle sorelle, decide di vedere il volto del suo amante, pronta a tutto, anche all'uomo più orripilante, pur di conoscerlo. È questa bramosia di conoscenza ad esserle fatale: una goccia cade dalla lampada e ustiona il suo sposo: il Dio va via e Venere scaglia la sua punizione. Venere sottopone Psiche a diverse prove: nella prima, per esempio deve suddividere un mucchio di granaglie in tanti mucchietti uguali; disperata, non prova nemmeno ad assolvere il compito che le é stato assegnato, ma riceve un aiuto inaspettato da un gruppo di formiche, che intendevano ingraziarsi il suo innamorato. L' ultima e più difficile prova consiste nel discendere negli inferi e chiedere alla dea Proserpina un' po' della sua bellezza. Psiche medita addirittura il suicidio, ed arriva molto vicina a gettarsi dalla cima di una torre. Improvvisamente, però, la torre si anima e le indica come assolvere la sua missione. Durante il ritorno, mossa dalla curiosità a lei tanto cara, aprirà l'ampolla(data da Venere)contenente il dono di Proserpina, che in realtà contiene il sonno più profondo. Ancora una volta verrà in suo aiuto Amore, che la risveglierà dopo aver rimesso a posto la nuvola soporifera. Solo alla fine, lacerata nel corpo e nella mente, Psiche riceve l'aiuto di Giove. Mosso da compassione il Dio fa in modo che gli amanti si riuniscano: Psiche diviene una Dea e sposa Amore. Il racconto termina con un grande banchetto al quale partecipano tutti gli dei, alcuni anche in funzioni inusuali: per esempio, Bacco fa da coppiere, le tre grazie suonano e il dio Vulcano si occupa di cucinare il ricco pranzo.
Al termine del banchetto i due giovani godettero dei piaceri amorosi e da questa unione nacque un figlio, Piacere, identificato dai latini con Volupta." (wikipedia)
Al termine del banchetto i due giovani godettero dei piaceri amorosi e da questa unione nacque un figlio, Piacere, identificato dai latini con Volupta." (wikipedia)
lunedì 1 dicembre 2008
Il giardino dell'essere
Casa è nel proprio cuore, nell'intimo dei propri pensieri ed è la persona che ami, con cui condividi il tuo essere,
casa è il calore del focolare domestico, è dove ti trovi a tuo agio, dove senti di esserne parte integrante.
Anche un angoletto pieno d'amore può esser casa.
"Casa mia casa mia, per piccina che tu sia, mi sembri un'abadia" ...
"Home sweet home".
Casa è quel piccolo giardino, amorevolmente custodito, dove si respira quiete.
casa è il calore del focolare domestico, è dove ti trovi a tuo agio, dove senti di esserne parte integrante.
Anche un angoletto pieno d'amore può esser casa.
"Casa mia casa mia, per piccina che tu sia, mi sembri un'abadia" ...
"Home sweet home".
Casa è quel piccolo giardino, amorevolmente custodito, dove si respira quiete.
IL SOLE E LA LUNA, UNA LEGGENDA LONTANA
Winajoo, capo degli immortali, viveva sul fondo Della laguna.
Un giorno prese la decisione di creare IL mondo, cominciando dall'Isola di Rossel, dove decise di porre la sua dimora poi, scaldando l'aria e l'acqua, con un gran fuoco creò Le nubi, creò poi Le altre isole.
Il dio serpente Mbasi, viaggiava nei dintorni dell'isola con la sua sposa, in una barca dove aveva collocato IL Sole, la Luna, un maiale, un cane e un albero secolare, con l'intento di assegnare ad ognuno di loro un luogo su cui stabilirsi e prosperare.
Mbasi portò il maiale a nord, e lì lo lasciò libero, poi portò IL cane a sud e lo lasciò andare, cercò un fertile terreno per l'albero e ve lo depose, affidandogli la protezione di quella terra propizia.
Nel frattempo dal dio serpente e dalla sua sposa era nato un uovo, da cui sarebbero nati gli esseri umani.
Ma il sole e la luna si erano conosciuti e sapevano che Mbasi voleva condurli in due luoghi opposti, per questo fuggirono. Mbasi e la sua sposa furono tramutati in pietre, forse per aver permesso la fuga del Sole e della Luna, o forse per aver provocato la loro infelicità.
Un giorno il Sole andò a fare il bagno nell'acqua calda del mare, nel frattempo la Luna si era immersa nelle acque fredde di un vicino fiume. Winajoo era consapevole del loro amore e li fece ascendere al cielo entrambi: sarebbero stati insieme per l'eternità. Ma ormai il Sole era diventato troppo caldo e la Luna troppo fredda e la vicinanza dell'uno rendeva la vita insopportabile all'altra. Il paziente e saggio Winajoo decise allora che l'uno avrebbe percorso le vie del cielo di giorno e l'altra di notte: sempre vicini, non si sarebbero mai più incontrati. (Da una leggenda dell'Oceania)
Un giorno prese la decisione di creare IL mondo, cominciando dall'Isola di Rossel, dove decise di porre la sua dimora poi, scaldando l'aria e l'acqua, con un gran fuoco creò Le nubi, creò poi Le altre isole.
Il dio serpente Mbasi, viaggiava nei dintorni dell'isola con la sua sposa, in una barca dove aveva collocato IL Sole, la Luna, un maiale, un cane e un albero secolare, con l'intento di assegnare ad ognuno di loro un luogo su cui stabilirsi e prosperare.
Mbasi portò il maiale a nord, e lì lo lasciò libero, poi portò IL cane a sud e lo lasciò andare, cercò un fertile terreno per l'albero e ve lo depose, affidandogli la protezione di quella terra propizia.
Nel frattempo dal dio serpente e dalla sua sposa era nato un uovo, da cui sarebbero nati gli esseri umani.
Ma il sole e la luna si erano conosciuti e sapevano che Mbasi voleva condurli in due luoghi opposti, per questo fuggirono. Mbasi e la sua sposa furono tramutati in pietre, forse per aver permesso la fuga del Sole e della Luna, o forse per aver provocato la loro infelicità.
Un giorno il Sole andò a fare il bagno nell'acqua calda del mare, nel frattempo la Luna si era immersa nelle acque fredde di un vicino fiume. Winajoo era consapevole del loro amore e li fece ascendere al cielo entrambi: sarebbero stati insieme per l'eternità. Ma ormai il Sole era diventato troppo caldo e la Luna troppo fredda e la vicinanza dell'uno rendeva la vita insopportabile all'altra. Il paziente e saggio Winajoo decise allora che l'uno avrebbe percorso le vie del cielo di giorno e l'altra di notte: sempre vicini, non si sarebbero mai più incontrati. (Da una leggenda dell'Oceania)
domenica 30 novembre 2008
Scrivere
Scrivere è utile anche per farsi leggere, per esporre la propria idea, la propria esperienza,
che possa essere di aiuto,
non per presunzione, ma perché s'impara da chiunque, anche da un estraneo o da un bambino.
Una canzone dice:
"Lascia l'apparenza e prendi il senso e ascolta quel che ho dentro."
Beh faccio ascoltare parte di me, del mio essere complesso e, nel contempo, semplice,
dei miei rapporti umani e... mi racconto.
che possa essere di aiuto,
non per presunzione, ma perché s'impara da chiunque, anche da un estraneo o da un bambino.
Una canzone dice:
"Lascia l'apparenza e prendi il senso e ascolta quel che ho dentro."
Beh faccio ascoltare parte di me, del mio essere complesso e, nel contempo, semplice,
dei miei rapporti umani e... mi racconto.
Scrivere è quel fluire di reminescenze,
come l'acqua di un fiume,
attimi da foglio bianco
e poi... la penna scorre!
come l'acqua di un fiume,
attimi da foglio bianco
e poi... la penna scorre!
FAIRYWATER
L'acqua, elemento di rigenerazione e purificazione, è alla base di moltissimi miti che la vedono quale protagonista dell'origine della vita.
Per le popolazioni nordiche, ad esempio, l'acqua contenuta nel ghiaccio primordiale si sciolse grazie al vento caldo del sud, gocciolò e diede origine al primo essere vivente, il gigante Ymir. Nei miti babilonesi, all'inizio di tutto esisteva solo la distesa delle acque primordiali; da questa distesa si separarono due principi, l'uno rappresentante le acque dolci su cui poggiava la terra, laltro le acque salate, e quindi il mare, da cui uscirono tutte le creature.In molte altre tradizioni l'acqua rappresenta il caos primordiale da cui emergono le terre e da cui ha origine la vita. La stessa Afrodite, dea dell'amore e della bellezza fascinatrice, era nata dalla schiuma del mare (dal greco afros=schiuma bianca) e le sue sacerdotesse, ogni primavera, si bagnavano nel mare e ne riemergevano vergini a sottolineare il potere rigenerante e purificante dell'acqua.
L'Angelo guardiano di questo elemento e' GABRIELE. Questa categoria di fate comprende non solo le fate acquatiche, ma anche le sirene, le ondine e le driadi. Le fate dell'acqua sono di aspetto delicato, ma sono forse le più forti tra le fate. Sono le più belle tra le fate degli elementi. Le fate acquatiche sono quelle che conoscono i segreti dell'inconscio umano e sono capaci di entrare dentro la mente degli uomini, leggendone i pensieri. Proteggono la Vita e le persone dotate di poteri esoterici. (libero.it/officinadellefate)
Le fate dell'acqua sono delle giovani fanciulle che vivono tra le acque dei fiumi e delle sorgenti, in limpidi laghi e nelle profondità dei mari donando gioia agli umani che sentendole cantare vengono ammaliati partecipando alle loro danze.
Tra le più importanti ci sono:
LE NINFE : sono delle fate che amano filare e tessere sulle sponde dei fiumi, ma amano molto anche danzare e cantare, Escono dall'acqua di nascosto, quando nessuno può vederle, ma quando decidono di attirare a se qualche umano cominciano ad incantarlo con canti e danze amaliatori. Si presentano come giovani donne delicate e luminose e amano immergersi nei laghi e torrenti di montagna.
LE NEREIDI : sono ninfe del mar Mediterraneo, erano le 50 figlie di Nereo, un vecchio dio marino e della sua sposa. Vivono nelle profondità marine e spesso salgono in superfice per aiutare e marinai e i viaggiatori e cavalcando delfini ed altri animali marini.
LE NAIADI : sono le ninfe delle sorgenti , dei fiumi e dei laghi; sono dotate di facoltà guaritrici e profetiche e venivano considerate le nutrici della vegetazione e del bestiame.
LE ESPERIDI : sono tre ninfe, Egle, Aretusa e Ipertusa e sono figlie di Atlante o D' Espero, e hanno il compito di custodire un albero dalle mele d'oro.
LE CAMENE : sono ninfe dell'acqua che la mitologia romana chiamava camene. Esse possedevano il dono della profezia.
LE ONDINE : sono delle fate molto simili alle ninfe che vivono nei mari e negli Oceani, nei laghetti di montagna e nei torrenti. appaiono agli uomini all'alba o al tramonto come delle sirene.
LE SIFIDI : sono fate che conoscono il futuro e il passato ma non il presente. Si nutrono di rugiada e mele e ricevono energia dalla luce dell'aurora.
LE PELNE : sono delle fate trasformate da un sortilegio in colombe verdi che volano che vivono vicino alla terra. (fendy.it)
Per le popolazioni nordiche, ad esempio, l'acqua contenuta nel ghiaccio primordiale si sciolse grazie al vento caldo del sud, gocciolò e diede origine al primo essere vivente, il gigante Ymir. Nei miti babilonesi, all'inizio di tutto esisteva solo la distesa delle acque primordiali; da questa distesa si separarono due principi, l'uno rappresentante le acque dolci su cui poggiava la terra, laltro le acque salate, e quindi il mare, da cui uscirono tutte le creature.In molte altre tradizioni l'acqua rappresenta il caos primordiale da cui emergono le terre e da cui ha origine la vita. La stessa Afrodite, dea dell'amore e della bellezza fascinatrice, era nata dalla schiuma del mare (dal greco afros=schiuma bianca) e le sue sacerdotesse, ogni primavera, si bagnavano nel mare e ne riemergevano vergini a sottolineare il potere rigenerante e purificante dell'acqua.
L'Angelo guardiano di questo elemento e' GABRIELE. Questa categoria di fate comprende non solo le fate acquatiche, ma anche le sirene, le ondine e le driadi. Le fate dell'acqua sono di aspetto delicato, ma sono forse le più forti tra le fate. Sono le più belle tra le fate degli elementi. Le fate acquatiche sono quelle che conoscono i segreti dell'inconscio umano e sono capaci di entrare dentro la mente degli uomini, leggendone i pensieri. Proteggono la Vita e le persone dotate di poteri esoterici. (libero.it/officinadellefate)
Le fate dell'acqua sono delle giovani fanciulle che vivono tra le acque dei fiumi e delle sorgenti, in limpidi laghi e nelle profondità dei mari donando gioia agli umani che sentendole cantare vengono ammaliati partecipando alle loro danze.
Tra le più importanti ci sono:
LE NINFE : sono delle fate che amano filare e tessere sulle sponde dei fiumi, ma amano molto anche danzare e cantare, Escono dall'acqua di nascosto, quando nessuno può vederle, ma quando decidono di attirare a se qualche umano cominciano ad incantarlo con canti e danze amaliatori. Si presentano come giovani donne delicate e luminose e amano immergersi nei laghi e torrenti di montagna.
LE NEREIDI : sono ninfe del mar Mediterraneo, erano le 50 figlie di Nereo, un vecchio dio marino e della sua sposa. Vivono nelle profondità marine e spesso salgono in superfice per aiutare e marinai e i viaggiatori e cavalcando delfini ed altri animali marini.
LE NAIADI : sono le ninfe delle sorgenti , dei fiumi e dei laghi; sono dotate di facoltà guaritrici e profetiche e venivano considerate le nutrici della vegetazione e del bestiame.
LE ESPERIDI : sono tre ninfe, Egle, Aretusa e Ipertusa e sono figlie di Atlante o D' Espero, e hanno il compito di custodire un albero dalle mele d'oro.
LE CAMENE : sono ninfe dell'acqua che la mitologia romana chiamava camene. Esse possedevano il dono della profezia.
LE ONDINE : sono delle fate molto simili alle ninfe che vivono nei mari e negli Oceani, nei laghetti di montagna e nei torrenti. appaiono agli uomini all'alba o al tramonto come delle sirene.
LE SIFIDI : sono fate che conoscono il futuro e il passato ma non il presente. Si nutrono di rugiada e mele e ricevono energia dalla luce dell'aurora.
LE PELNE : sono delle fate trasformate da un sortilegio in colombe verdi che volano che vivono vicino alla terra. (fendy.it)
Se si trovasse la radice del male e la si potesse estirpare...
SE SI TROVASSE LA RADICE DEL MALE E LA SI POTESSE ESTIRPARE TORNEREMMO A VIVERE NELL'EDEN, MA CI PIACEREBBE POI COSI' TANTO?
Infondo è proprio questa battaglia continua e infinita tra bene e male, che ci fa sentir vivi, ci sprona ad andare avanti, a cercar di migliorare noi stessi, il mondo circostante
e ci stuzzica a cadere e poi rialzarci, più forti e consapevoli di prima.
Se non hai proibizioni non hai il gusto a trasgredirle, l'angoscia del peccato e la redenzione nella rinascita.
Senza mela proibita, non ci sarebbe desiderio!
Infondo è proprio questa battaglia continua e infinita tra bene e male, che ci fa sentir vivi, ci sprona ad andare avanti, a cercar di migliorare noi stessi, il mondo circostante
e ci stuzzica a cadere e poi rialzarci, più forti e consapevoli di prima.
Se non hai proibizioni non hai il gusto a trasgredirle, l'angoscia del peccato e la redenzione nella rinascita.
Senza mela proibita, non ci sarebbe desiderio!
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